Di Pubblicato il: 10 Febbraio 2012Categorie: Attualità

Lodi. IMU, gli Artigiani si appellano ai sindaci per aiutare le imprese. Sangalli: «Applicare aliquote minime»

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«Potrebbero superare di oltre il 100% l’importo della vecchia ICI le nuove tariffe ricalcolate in base all’IMU». Lo afferma l’Unione Artigiani di Lodi, che invita i responsabili locali ad applicare «con equità, prevedendo agevolazioni e compensazioni soprattutto per le piccole e medie imprese per non provocare un ulteriore dissesto nelle loro economie già precarie».

Una richiesta che è piuttosto un’esortazione, dati alla mano, a valutare con grande attenzione le singole realtà territoriali.

«Tra i provvedimenti del Decreto Salva Italia l’entrata in vigore dell’IMU (Imposta Municipale Unica), che finirà per l’80% circa nelle casse dello Stato, porterà un indotto decisamente importante, pari a circa 9 miliardi di euro – afferma Mauro Sangalli, Segretario dell’Unione. (in foto a destra) – Saranno però i Comuni a farsi carico della sua riscossione: ecco perché c’è grande aspettativa – e qualche timore! – rispetto a come verrà declinato in ambito locale il Decreto, che lascia ai Comuni ampi margini di manovra».

I comuni sono investiti di una grande responsabilità, ovvero definire le aliquote da applicare alle singole di immobili. Ecco gli scenari possibili:

IMMOBILI COMMERCIALI E PRODUTTIVI: le aliquote possono variare dallo 0,46% all’ 1,06%. L’orientamento generale delle amministrazioni sembra orientarsi verso un’aliquota minima per la prima casa.

Lecito dunque chiedersi se, a fronte di questa scelta, non verranno pesantemente penalizzate le attività economiche. Un’ipotesi che porterebbe le PMI a sostenere aggravi fiscali assolutamente inaspettati e, soprattutto, tutt’altro che equi.

Cambiano anche i coefficienti moltiplicatori delle rendite catastali: da 34 a 55 per i negozi/botteghe; da 50 a 60 per i capannoni industriali; da 100 a 140 per i laboratori artigiani.

Concretamente… per le attività economiche locali, ad esempio del comune di Lodi dove l’aliquota ICI 2011 era del 6,50 per mille gli immobili produttivi e commerciali potrebbero oggi subire rincari maggiorati, rispetto alla “vecchia” ICI, fino al 163% per i negozi; al 148% per i laboratori artigiani e al 87% per i capannoni ad uso industriale. Con ripercussioni pesantissime – inutile sottolinearlo! – sui prezzi dei beni e dei servizi.

Facendo bene i conti… L’Unione Artigiani di Lodi ha provato a conteggiare le differenze fra le aliquote prendendo come esempi un piccolo negozio (cat. C1), un piccolo laboratorio artigiano (cat. C3) ed un capannone ad uso industriale (cat. D7). Ha considerato sia l’ipotesi che venga applicata l’aliquota ordinaria (0,76%), sia quella aumentata fino alla percentuale massima prevista dalla legge (1,06%).

Fabbricati nei comuni di LODI,  ZELO BUON PERSICO , SANT’ANGELO LODIGIANO: calcolo IMU con aliquota base (0,76%) e aliquota maggiorata del massimo consentito (0,76 + 0,3 = 1,06%)

COMUNE DI LODI

Cat.

Rendita

ICI 2011

Determinazione base imponibile

Base imponibile

IMU Base 0,76%

IMU Max 1,06%

C3laboratorio 1.097,06 748,75 1.097,06 x 1,05 x 140 161.267,40 1.225,63 1.709,43
C1negozio 1.133,98 263,15 1.133,98 x 1,05 x 55 65.486,85 497,70 694,16
A10ufficio 1.149,12 392,14 1.149,12 x 1,05 x 80 96.525,60 733,59 1.023,17

COMUNE DI SANT’ANGELO LODIGIANO

Cat.

Rendita

ICI 2011

Determinazione base imponibile

Base imponibile

IMU Base 0,76%

IMU Max 1,06%

D7capannone 3.748,00 1.338,04 3.748,00 x 1,05 x 60 236.124,00 1.794,54 2.502,91
C3laboratorio 108,82 68,57 108,81 x 1,05 x 140 15.997,00 121,59 169,56

COMUNE DI ZELO BUON PERSICO

Cat.

Rendita

ICI 2011

Determinazione base imponibile

Base imponibile

IMU Base 0,76%

IMU Max 1,06%

C3laboratorio 439,61 276,96 439,61 x 1,05 x140 64.624,00 491,15 685,01

COMUNE DI  CASALPUSTERLENGO

Cat.

Rendita

ICI 2011

Determinazione base imponibile

Base imponibile

IMU Base 0,76%

IMU Max 1,06%

C3laboratorio 568,10 388 568,10 x1,05×140 83.511,40 635 885,22

Questa è la fotografia dei quattro comuni presi ad esempio: aumenti che, rispetto alla vecchia ICI, vanno: per il  negozio dal 89% al 163%; per il laboratorio dal 63% al148%; per i capannoni ad uso industriale dal 34% al 87%.

Che fare?… In un momento economico come l’attuale aumentare le aliquote può essere controproducente. Rischia, infatti, di aggravare la situazione già critica della piccola e media impresa, ripercuotendosi anche sull’occupazione. Con la piena comprensione della destinazione dell’imposta, in larga maggioranza da ristornare allo Stato, a fronte dei tagli di risorse destinate ai Comuni, si è determinata inoltre la precondizione affinché le amministrazioni debbano decidere di utilizzare la facoltà prevista di aumentare l’Imu dallo 0,76 per cento fino all’1,06 per cento, anziché agire con tariffe agevolate, cioè ribassate fino allo 0,4 per cento.

In questo quadro decisamente fosco per le imprese l’Unione si fa carico, in via prioritaria, di esortare tutte le Amministrazioni comunali della provincia a coordinarsi con misure ‘accettabili’,  eque e… tempestive. I nuovi regolamenti per l’applicazione dell’IMU vanno infatti approvati entro il 31 marzo e sembra che vi siano agevolazioni per specifiche casistiche (riduzioni aliquote per immobili, immobili inagibili/inabitabili, immobili locati, immobili strumentali delle imprese artigiane e del commercio). Uno spiraglio da sfruttare in tempi stretti e con obiettivi precisi.

L’Unione ha messo a punto anche alcune proposte concrete e circostanziate che considera fondamentali e che così riassume:

– uniformare i regolamenti comunali IMU sul territorio provinciale

– differenziare le aliquote riducendole per alcune tipologie aziendali.

Qualche esempio di aliquota:

– inferiore per gli immobili di proprietà delle imprese artigiane e commerciali utilizzati  come beni strumentali dell’impresa

– minima nei primi due anni per le piccole imprese di nuova costituzione: ridotta per i locali dei centri storici e adibiti, dal 1° gennaio 2011, ad attività di artigianato di servizio o commercio

– dimezzata per i fabbricati realizzati per la vendita e non venduti, come previsto dalla manovra.