Lodi, il Calam e la Fondazione Comunitaria lanciano Open Lab: un progetto per giovani fragili

Promuovere un’iniziativa per contrastare la dispersione scolastica precoce e favorire la resilienza e l’autonomia di giovani dispersi o esclusi, di età compresa tra i 14 e i 20 anni. Sono questi i due obiettivi chiave del progetto “Open Lab: laboratori aperti di aggregazione e sperimentazione” proposto dal Calam di Lodi e approvato tra i cinque Progetti della Comunità Lodigiana, che vengono promossi grazie al sostegno di Fondazione Cariplo. La Fondazione Comunitaria ha destinato all’iniziativa 50.000 euro, ma per ottenerli i promotori dovranno raccogliere entro il 18 marzo donazioni per il 10 per cento del sostegno offerto, ovvero 5.000 euro. Una prassi non nuova per la Fondazione Comunitaria, che in questo modo vuole assicurarsi che i progetti presentati siano importanti anche per il territorio.
Quindici mesi di lavoro – Il progetto parte dalla presa di coscienza del disagio dei giovani italiani e stranieri di prima e seconda generazione, ma anche di quelli con disabilità e con Bisogni Educativi Speciali (BES), che secondo i dati dell’Ufficio di Piano Ambito di Lodi sono in continuo aumento. Con questa iniziativa, che durerà 15 mesi, il Calam intende sostenere i ragazzi, offrendo loro uno spazio di accoglienza e crescita, all’interno del quale saranno attivati percorsi strutturati per la scoperta di sé e del mondo formativo e lavorativo. Attraverso attività di orientamento, volontariato e cittadinanza attiva, i partecipanti costruiranno la propria autoefficacia, sviluppando un set di competenze trasversali cruciali per il successo scolastico e l’ingresso consapevole nel mondo del lavoro.
Tre macro obiettivi – Il piano d’azione si articola su tre macro-obiettivi: anzitutto il contrasto alla dispersione scolastica e il supporto didattico, anche a livello linguistico, per arrivare a percorsi di accompagnamento e aggregazione per sopperire al rischio di isolamento sociale. Secondariamente il potenziamento delle competenze trasversali come resilienza, problem solving, comunicazione, approccio collaborativo, al fine di aumentare l’autonomia, l’autoconsapevolezza e la capacità di autoefficacia dei partecipanti. Per raggiungere questi obiettivi sono previste da un lato attività laboratoriali per valorizzare i talenti dei singoli e attività di coaching individualizzato e orientamento e dall’altro un approfondimento delle possibilità offerte dal territorio a livello professionale. Il terzo macro obiettivo consiste nel fornire strumenti concreti per diventare cittadini e cittadine consapevoli e preparati. Gli interventi si concentrano su aree fondamentali e prevedono lezioni di sicurezza e prevenzione, esperienze di volontariato in realtà del territorio essenziali per l’inclusione sociale e proposte di consapevolezza digitale, con attività di prevenzione dei rischi online e introduzione consapevole all’Intelligenza Artificiale (IA).
Come sostenere il progetto – Per diventare realtà, però, questo progetto ha bisogno di una spinta, che può arrivare da tutti i cittadini. Chi vuole sostenere l’iniziativa può fare una donazione. I dettagli si scoprono sul sito della Fondazione Comunitaria della Provincia di Lodi, nella sezione “Progetti Attivi” (https://www.fondazionelodi.org). Le donazioni possono arrivare tramite Paypal oppure con bonifico bancario (Banca Intesa Sanpaolo, Banco BPM, Banca Centropadana Credito Cooperativo, Banco Posta) o con bollettino postale su conto corrente postale n. 39797667. Occorre sempre specificare come beneficiario la Fondazione Comunitaria della Provincia di Lodi e come causale di versamento: “Open Lab: lab ap di aggregazione e sperimentazione”.


