Lettere al Direttore – Sicurezza fiume, Ossino: «l’Adda è un tema che deve unire e non dividere»

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Gentile Direttore la mia precedente lettera sul tema rilevante della messa in sicurezza del nostro amato fiume Adda, ha suscitato interesse e anche disappunto. L’aver ribadito che il tratto a Lodi è più sicuro è stato frainteso. Di fatto è più sicuro rispetto al 2002, ma non vuol dire che sia del tutto sicuro rispetto agli eventi futuri: per la basilare contingenza che purtroppo i calcoli sono fatti per essere aggiornati e nulla potrà mai escludere la fatale ipotesi che i dati della piena raggiunti dall’Adda a Lodi nel novembre 2002 possano essere superati. L’Adda è un tema che deve unire e non dividere. Il mio intervento, mirava a far conoscere i benefici che l’abbassamento della “briglia” ha prodotto al tirante idrico del nostro fiume Adda, nel tratto cittadino. Tant’è che, scrivevo “è un intervento da esportare in altre realtà italiane”; ad esempio in Veneto. Era giusto il 2 novembre di un anno fa, quando il fiume Bacchiglione in Veneto, esondò e mise in ginocchio un’area di 142 chilometri quadrati tra le Province di Verona, Vicenza e Padova. Quella zona ad un anno dall’alluvione, si ritrova nelle stesse, identiche condizioni di rischio, senza che nulla nel frattempo sia stato fatto. Proprio, il 2 scorso, a un anno dall’alluvione, 1000 cittadini hanno partecipato alla fiaccolata nel paese di Ponte San Nicolo’ (PD), organizzata per tutto il territorio che fu colpito dall’esondazione del fiume Bacchiglione. Fiaccolata titolata “Per non dimenticare”. Anche li si sono costituiti comitati di cittadini alluvionati. I Comitati sono un’opportunità democratica che può far leva per la messa in sicurezza dei territori dal dissesto idrogeologico, per questo rilancio l’idea di dare operatività al Comitato Alluvionati Lodi. Vero che a Lodi si è fatto molto per la messa in sicurezza, il merito va si all’amministrazione comunale, che ha dimostrato estrema sensibilità al tema, ma spinto dalle istanze dei comitati. Lodi è sicura nel tratto cittadino, ma a monte della città persiste il “pericolo” di una possibile esondazione. Faccio appello ai signor Prefetto, ai Sindaci a monte di Lodi, affinché pensino anch’essi alla messa in sicurezza dell’asta del fiume Adda. Il fiume Adda, a monte di Lodi, nel tratto da Cassano a Lodi presenta diverse situazioni significative simili e tutte facilmente individuabili: di accumulo di materiale in alveo – ed al conseguente restringimento dell’alveo attivo – è certamente una sponda in procinto di crollare. Bisogna intervenire soprattutto li per tenere Lodi fuori da pericoli. In merito agli interventi da farsi a Lodi, con riferimento a quanto ho scritto sugli argini, invito tutti, i cittadini, tecnici e politici a rileggersi “Il caso emblematico di Lodi”, sul sito del Comitato Alluvionati Lodi (http://www.alluvionatilodi.it), oppure al seguente link: http://www.fontamara.org/ , al capitolo 6. Infine faccio appello ai tecnici del territorio di volersi riavvicinare al Comitato Alluvionati Lodi, la nostra esperienza deve poter essere d’aiuto ad altri.
Domenico Ossino
già Presidente Comitato Alluvionati Lodi


