Di Pubblicato il: 12 Febbraio 2012Categorie: Attualità

Lettere al Direttore – Legge forestale regionale: procedure più semplici ma sanzioni più severe

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Egr. Direttore,

in merito a varie missive che si sono susseguite sulla sua testata e ad alucune casistiche che sono successe nella nostra Provincia, mi preme chiedere la pubblicazione della missiva per dare la massima informazione ai lodigiani.

Agricoltori e proprietari di boschi potranno d’ora in avanti ottenere più facilmente il permesso per il taglio colturale di legna nei boschi posti nei parchi e nelle riserve regionali. Questo grazie alla recentissima legge regionale n. 25 del 28 dicembre 2011 <http://consiglionline.lombardia.it/normelombardia/accessibile/main.aspx?exp_coll=lr002011122800025&amp;view=showdoc&amp;iddoc=lr002011122800025&amp;selnode=lr002011122800025> , con la quale il Consiglio regionale ha modificato la legge forestale regionale n. 31/2008  <http://consiglionline.lombardia.it/normelombardia/accessibile/main.aspx?view=showdoc&amp;selnode=0&amp;iddoc=lr002008120500031> (Testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale).

Finora infatti chiunque volesse tagliare un po’ di legna da ardere o per paleria doveva chiedere ed attendere una specifica autorizzazione da parte dell’ente gestore dell’area protetta, con un’attesa che poteva superare anche i due o tre mesi.

Le nuove regole prevedono che, dal momento della presentazione della richiesta di taglio legna, che deve avvenire attraverso una procedura disponibile su internet, i tecnici del parco o della riserva hanno 45 giorni di tempo per autorizzare o vietare il taglio delle piante: scaduto questo termine, scatta il “silenzio assenso” e sarà possibile procedere al taglio, ovviamente nel pieno rispetto delle regole stabilite da Regione Lombardia.

Il taglio colturale del bosco o taglio legna deve rispettare severe e articolate regole per garantire la conservazione della biodiversità in bosco. Regole che esistono in tutta la Lombardia almeno dagli anni venti del secolo scorso e che hanno permesso, fra l’altro, l’aumento della superficie boscata da circa 300.000 agli attuali 620.000 ettari (pari a un quarto del territorio regionale).

Il taglio legna infatti interessa solo una piccola parte delle piante: basti pensare che ogni anno i boschi lombardi crescono di 5 metri cubi all’ettaro, in totale oltre 3 milioni di metri cubi in tutta la regione, e che solo il 20% di questa crescita è utilizzata per il taglio, senza intaccare minimamente il capitale iniziale!

Le nuove procedure di internet permettono ai parchi e alle riserve, ma anche alle province, alle comunità montane, al Corpo Forestale dello Stato e alle Guardie ecologiche volontarie, di prendere visione e localizzare in tempo reale delle richieste di taglio legna e di poter effettuare rapidi controlli. Per chi non rispetta le regole, vi sono ora sanzioni più articolate e severe, soprattutto per chi, con la scusa del taglio legna, cambia la destinazione d’uso del bosco.

Regole anche più severe per chi installa impianti a fune per il trasporto della legna: chi non denuncia la messa in opera dell’impianto e non stipula un’assicurazione contro i danni a terzi si vedrà sequestrare l’impianto.

Ringrazio per la collaborazione.

Alfredo Ferrari
consigliere provinciale di lodi