Di Pubblicato il: 3 Ottobre 2011Categorie: Attualità

Lettere al Direttore – CASO ELCON. Sabato la manifestazione del Comitato “Casalerespira”

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Come Ricevuto pubblichiamo una lettera sul Caso Elcon, da parte del Comitato”Casalerespira”:

Gentile redazione,

il Comitato Civico “CasaleRespira”, costituitosi il 7 maggio scorso per contrastare l’insediamento dell’impianto di trattamento ed incenerimento di rifiuti liquidi e semiliquidi (reflui industriali e farmaceutici) che la ditta israeliana Elcon intende costruire nel territorio della nostra città, Casalpusterlengo.

Si tratta di un impianto per il trattamento di rifiuti liquidi, con capacità di circa 500 t/giorno, per una potenzialità annuale di 175.000 t. Il sistema di processo è strutturato in: pretrattamento chimico-fisico; essicazione dei fanghi; desorbimento termico di fanghi e sali; colonne di strippaggio aria; colonna di distillazione; ossidazione termica del carico di COV (composti organici volatili); evaporazione per pressione meccanica del vapore; sistema sommerso di evaporazione per la concentrazione dei sali uscenti.

Perché i CITTADINI NON VOGLIONO L’INCENERITORE?

1.       Come forma di smaltimento rifiuti presenta un alto rischio sanitario e ambientale (produzione diossine, piombo, mercurio, polveri sottili, etc.) che aggraverebbe la già pesante situazione ambientale di zona;

2.       Tratta rifiuti speciali provenienti non dalla nostra zona, ma da altre provincie/regioni;

3.       Non rispetta le distanze minime di legge dalle case, dalle scuole, dall’ASL;

4.       Non indica come viene effettuato il controllo dei materiali efferenti, con il rischio di infiltrazioni di ecomafie;

5.       Non prevede il monitoraggio continuo degli effluenti tossici;

6.       Scarica in atmosfera particolati ed inquinanti gassosi nocivi e nella rete fognaria inquinanti liquidi;

7.       Danneggia il depuratore cittadino, superando i limiti di legge ammessi per le concentrazioni dei liquidi in ingresso e la capacità progettuale dell’impianto;

8.       Genera pericoli di incidente per vicinanza ad altra industria e per aumento di traffico di mezzi che trasportano rifiuti nocivi nel centro del paese;

9.       Mantiene aperta la possibilità che l’impianto venga ingrandito;

10.   Impatta sia l’area di Casale che quella dei comuni circostanti.

La cittadinanza è venuta a sapere del progetto nel marzo scorso, solamente dopo che l’azienda aveva presentato le domande di approvazione di VIA e AIA in Provincia e Regione. L’iter burocratico dell’istanza è stato travagliato, ma è sempre proseguito senza che si incontrassero intoppi significativi. Nell’aprile scorso sono state organizzate 2 assemblee pubbliche ad ampia partecipazione ed a seguito di queste si è costituito il suddetto Comitato. Spontaneamente, alcuni ragazzi ed alcuni professionisti facenti parte dello stesso, hanno messo a disposizione di questa causa le loro competenze in ambito ingegneristico, chimico, medico nonché legale per analizzare il progetto presentato ed effettuare le osservazioni necessarie per ostacolare l’iter amministrativo. Gli esiti delle osservazioni (53 pagine, a tutt’ora rimaste le uniche presentate agli organi competenti) sono brevemente riassunti nei 10 punti di cui sopra.

Abbiamo avuto uno scarso appoggio dall’amministrazione locale, che si è sempre dichiarata contraria all’impianto a parole, ma ha realizzato ben poche azioni concrete. Solamente il 25 luglio scorso, giorno in cui è stato finalmente indetto il consiglio comunale aperto da tempo caldamente richiesto sia dal comitato sia dai consiglieri di minoranza, e solamente dopo una seduta con una partecipazione di almeno 500 cittadini che stava protraendosi ad oltranza, il sindaco si è deciso – alla 01.00 di notte – a prendersi 48 ore per scrivere, in accordo con il legale del comitato, il testo di un’ordinanza che avrebbe dovuto bloccare una eventuale ripresentazione del progetto della Elcon, progetto che, notizia di quella giornata, aveva subito istanza di archiviazione per un vizio di forma. L’ordinanza sindacale è stata emanata, ma si è purtroppo rivelata inutile in quanto l’archiviazione è stata sospesa in data 5 agosto e l’ordinanza, non essendo retroattiva, non può contrastare un iter burocratico partito a marzo, ovvero 5 mesi prima.

Da allora l’amministrazione comunale si dichiara totalmente al nostro fianco nella battaglia, delegandoci completamente la scelta delle azioni da fare.

I primi di settembre abbiamo saputo la data di convocazione della Conferenza dei Servizi, martedì 20 settembre u.s., ed il Comitato, come nei nostri timori, non è stato invitato neppure come uditore. Dopo alcuni bollenti inconyri e tavoli tecnici con le amministrazioni locali, volti a concordare le strategie da mettere in atto in sede di conferenza, le stesse hanno deciso di invitare alcuni dei nostri tecnici all’interno della sala conferenziale, aggregandoli ai propri, in modo da non escluderci completamente dall’azione. La restante parte del comitato si è organizzata diversamente, noleggiando un pullman ed utilizzando i treni, oppure chiedendo permessi per uscire dal lavoro, in modo da farsi trovare comunque sotto il palazzo della Regione, in piazzetta Città di Lombardia – angolo Melchiorre Gioia, e manifestare il proprio dissenso alla costruzione dell’impianto. Mentre la delegazione si recava a Milano, è giunta la notizia dell’annullamento della conferenza dei Servizi a causa della richiesta di sospensione da parte della stessa azienda Elcon (tramite l’intermediaria Eidos SAP s.r.l.), per non dichiarati motivi e mediante un fax giunto in Regione la sera precedente, lunedì 19 settembre, alle ore 20.49. Il Comune e la Provincia non si sono presentati in Regione mentre la delegazione del comitato si è comunque ritrovata sotto alla sede regionale ed ha espresso il proprio dissenso e la propria rabbia per l’assenza delle istituzioni locali con palloncini, cartelloni e slogan. I tecnici del Comitato, grazie alla richiesta fatta in nostro nome dal consigliere Fabrizio Santantonio, hanno ottenuto un colloquio con il responsabile del procedimento di VIA dott. Dadone, il quale non ha saputo spiegare i motivi della richiesta della società israeliana, motivi che ad oggi, 11 giorni dopo, non sono ancora stati chiariti e nessuna richiesta, né di ripresa dei lavori né tantomeno di archiviazione definitiva, è giunta.

Rimane un ulteriore problema: il terreno sul quale la Elcon intende costruire è di proprietà della multinazionale Unilever, di stanza sul nostro comune da diversi anni e tutt’ora attiva con l’impianto di desolforazione. Le due società hanno stipulato un preliminare di vendita vincolato al superamento dei procedimenti di VIA e AIA da parte del progetto. Ovvero, se superi le analisi ambientali vendo, altrimenti l’accordo salta. Il contratto, per quanto siamo riusciti a sapere, prevede la realizzazione di un impianto per la depurazione di acque reflue. Ci domandiamo a cosa serva un camino di 40 metri per un depuratore…

Il Comitato ha organizzato per sabato 8 ottobre p.v. una manifestazione, di cui allego il volantino che stiamo capillarmente distribuendo a Casalpusterlengo e nel paesi limitrofi, che prevede un corteo in partenza da via Adda che prosegue in v. Vittorio Emanuele, via Mantovana, v. Cesare Battisti, Largo Casali, via Marsala, p.zza del Popolo. L’avvio è previsto per le ore 15.00. 

Comitato “CasaleRespira”