Di Pubblicato il: 27 Aprile 2026Categorie: Attualità

Il 25 aprile raccontato da chi c’era: emozioni e memoria alla RSA “San Francesco d’Assisi”

Maria Beltramin

Una giornata intensa e partecipata, all’insegna della memoria e della condivisione, ha animato la RSA “San Francesco d’Assisi” di Casalpusterlengo in occasione delle celebrazioni del 25 aprile, organizzate in collaborazione con l’Auser.

Protagonista speciale dell’iniziativa è stata Maria Beltramin, classe 1927 e ospite più anziana della struttura. Nata il 13 luglio 1927 a Corte di Piove di Sacco, in provincia di Padova, da famiglia contadina, Maria ha vissuto in prima persona gli anni della guerra. Sul finire del conflitto divenne staffetta partigiana insieme ad un’amica poco più grande, portando cibo e informazioni ai partigiani nascosti sulle montagne. Il 25 aprile 1945, giorno della Liberazione, Maria aveva 17 anni e si trovava a Codevigo, sempre in provincia di Padova.

Accanto a lei, altri ospiti della RSA — Anna Maria, Mariuccia, Davide e Casimiro — hanno condiviso ricordi e testimonianze di quegli anni difficili, quando erano bambini o adolescenti. Le loro voci hanno dato vita a un racconto corale capace di restituire emozioni, paure e speranze di un periodo cruciale della storia italiana.

La giornata “patriottica” si è aperta con l’affissione del tricolore nel salone della struttura, seguita dalla raccolta delle testimonianze. A rendere ancora più vivo il momento sono stati i canti popolari intonati insieme agli ospiti e agli operatori, e persino qualche ballo, che ha coinvolto con entusiasmo presenti e volontari.

Dopo la guerra, Maria Beltramin si è sposata con Giordano, l’unico grande amore della sua vita, con il quale ha avuto due figli. Ha lavorato a lungo come contadina e, successivamente al trasferimento a Milano, come operaia, portando avanti con determinazione e dignità il proprio percorso di vita.

La celebrazione si è conclusa con l’esecuzione dell’inno nazionale, cantato da tutti i presenti in un momento di forte partecipazione e unità.

«Giornate come questa hanno un valore profondo per i nostri ospiti — dichiara l’educatrice della struttura Serena Contardi — perché ci permettono di dare voce ai nostri ospiti e di custodire una memoria viva, fatta di esperienze autentiche. Il racconto di Maria e degli altri ospiti è un patrimonio prezioso che dobbiamo continuare a condividere, soprattutto con le nuove generazioni, affinché i valori della libertà e della solidarietà non vengano mai dimenticati».

L’iniziativa ha rappresentato non solo un’occasione per celebrare una ricorrenza fondamentale per il Paese, ma anche un prezioso momento di trasmissione della memoria tra generazioni, ricordando quanto sia importante custodire e condividere le testimonianze di chi ha vissuto in prima persona la storia.