Giustizia, sala gremita a Zelo per l’incontro sul referendum costituzionale di Libertas

(Zelo Buon Persico, 13 marzo 2026) – Grande partecipazione all’incontro pubblico dedicato al referendum costituzionale sulla giustizia in programma il 22 e 23 marzo, promosso per offrire ai cittadini un momento di informazione e confronto su un tema che riguarda direttamente il funzionamento delle istituzioni e dell’ordinamento giudiziario.
L’iniziativa, organizzata dall’Associazione Libertas Lodigiana, si è svolta mercoledì 11 marzo al Centro Filo d’Argento di Zelo Buon Persico.
In apertura, il saluto del Sindaco Angelo Madonini. Nel suo intervento ha ricordato alcune vicende giudiziarie che negli anni hanno sollevato interrogativi sul funzionamento del sistema, citando storture in casi divenuti emblematici, dalla stagione di Tangentopoli fino a episodi più recenti.
Al centro della serata si è sviluppato il confronto tra i relatori, l’avvocato Serafino Generoso, già assessore regionale ai lavori pubblici della Lombardia, e l’avvocato Giovanni Tucci, membro del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Milano sui principali contenuti della riforma della giustizia: dalla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri al funzionamento del Consiglio Superiore della Magistratura, fino al tema delle nomine e degli avanzamenti di carriera dei magistrati. In questo contesto è stato ricordato come una quota significativa delle decisioni del CSM finisca oggi davanti alla giustizia amministrativa, con ricorsi al TAR accolti in circa il 70 per cento dei casi, segno delle criticità sistemiche.
L’avvocato Giovanni Tucci ha richiamato la logica del processo penale di stampo accusatorio introdotto con il codice del 1988, osservando come nella pratica il pubblico ministero svolga già oggi un ruolo sostanzialmente orientato alla costruzione dell’accusa, raccogliendo elementi prevalentemente a sostegno dell’impostazione accusatoria. Proprio per questo, secondo Tucci, una distinzione più chiara tra chi accusa e chi giudica rappresenterebbe un rafforzamento della terzietà del giudice, a maggior tutela dell’imparzialità del giudizio.
Particolarmente intensa la testimonianza dell’avvocato Serafino Generoso, che ha richiamato la propria vicenda personale e professionale durante la stagione di Mani Pulute. All’epoca assessore ai lavori pubblici della Regione Lombardia, fu arrestato due volte nell’ambito delle indagini milanesi e trascorse alcune settimane nel carcere di San Vittore. Durante la detenzione arrivò anche a intraprendere uno sciopero della fame per protestare contro la custodia cautelare. La vicenda giudiziaria si protrasse per anni prima di concludersi con una assoluzione piena.
Proprio alla luce di questa esperienza, Generoso ha sottolineato come la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, rafforzerebbe la distinzione tra chi sostiene l’accusa e chi è chiamato a giudicare, contribuendo rafforzare la terzietà del giudice, soprattutto nelle fasi iniziali del procedimento e nelle decisioni più delicate, come quelle che riguardano la custodia cautelare
L’ex assessore regionale ha inoltre richiamato il tema dell’uso delle intercettazioni nel sistema investigativo italiano – 83 volte più numerose nel nostro Paese rispetto alla Gran Bretagna, sottolineando la necessità di mantenere un equilibrio tra esigenze investigative e garanzie per i cittadini.
In chiusura Elena Maiocchi, dell’associazione Libertas e consigliera provinciale e comunale a Lodi, ha rivolto un appello alla partecipazione al voto referendario, invitando i cittadini a sostenere il “Sì” per una giustizia più giusta, più chiara e più equilibrata.


