Di Pubblicato il: 2 Aprile 2026Categorie: Attualità

Confagricoltura, Piano Transizione 5.0: un colpo alle imprese che hanno creduto negli investimenti

Il presidente di Confagricoltura Milano Lodi Monza Brianza, Francesco Pacchiarini

(Lodi, 1° aprile 2026) – Confagricoltura Milano Lodi Monza Brianza esprime profondo rammarico per le disposizioni introdotte dal D.L. n. 38/2026, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 72 del 27 marzo 2026, che interviene in modo penalizzante sul credito d’imposta relativo al Piano Transizione 5.0.

Il Presidente di Confagricoltura interprovinciale, Francesco Pacchiarini, dichiara: «Ci troviamo di fronte a una misura che rischia di compromettere la fiducia delle imprese nei confronti delle politiche di sostegno agli investimenti. Molte aziende hanno programmato con responsabilità e visione il proprio sviluppo, confidando in strumenti che oggi vengono profondamente ridimensionati. È una scelta che lascia amarezza, perché colpisce chi ha creduto nella modernizzazione e nella transizione digitale ed energetica del Paese. Non si tratta solo di numeri, ma di aspettative tradite e di progettualità messe in discussione».

Nel merito tecnico interviene il Direttore, Luciano Nieto, che sottolinea: «Il provvedimento introduce una riduzione drastica del beneficio fiscale, limitandolo al 35% del credito originariamente spettante e restringendolo ai soli investimenti in beni “Industria 4.0”. Questo significa che, in termini reali, le imprese subiranno una riduzione del credito fino al 65%, con effetti diretti sugli equilibri economici e finanziari. A titolo esemplificativo, un investimento che prevedeva un’aliquota del 45% vedrà riconosciuto appena il 15,75%. Ancora più grave è l’esclusione totale degli investimenti in fonti rinnovabili e delle spese per la formazione, elementi strategici per la competitività futura».

«Le imprese – prosegue il Direttore – hanno già sostenuto costi, pianificato interventi e assunto impegni finanziari sulla base di un quadro normativo diverso. Questa modifica retroattiva genera un impatto significativo sulla liquidità e sulla sostenibilità degli investimenti, rischiando di bloccare o rallentare percorsi di innovazione già avviati».

Confagricoltura evidenzia inoltre come le risorse stanziate per il rifinanziamento (537 milioni di euro) risultino largamente insufficienti rispetto alle richieste inevase, pari a circa 1,6 miliardi di euro, determinando una distribuzione fortemente penalizzante per il tessuto produttivo.

L’Organizzazione auspica un intervento correttivo urgente che consenta di ristabilire condizioni di equità e certezza normativa, fondamentali per garantire la continuità degli investimenti e la fiducia delle imprese.