Baffi: «Regione Lombardia, oltre 6 milioni per l’Avviso Unico Cultura 2026»

«Lo stanziamento di oltre 6 milioni di euro per l’Avviso Unico Cultura 2026 da parte di Regione Lombardia rappresenta un segnale concreto e forte di attenzione verso chi, ogni giorno, opera per custodire, promuovere e rendere viva la cultura nei nostri territori. È una misura che conferma l’Avviso Unico come strumento centrale della politica culturale regionale: si tratta di un supporto importante che ha portato recentemente risorse preziose anche nel Lodigiano, dove sono stati destinati con l’Avviso Unico 2025 147.152 euro per 9 progetti, anche grazie all’attuazione di un Odg che avevo presentato in Assestamento di Bilancio con cui erano stati stanziati ulteriori 2,1 milioni sulla misura per finanziare attraverso uno scorrimento della graduatoria tutti i progetti risultati ammissibili».
Così Patrizia Baffi, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, in merito alla delibera di Giunta che – su proposta dell’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso – approva criteri e modalità dell’Avviso Unico Cultura 2026, in apertura nelle prossime settimane.
«È da sottolineare – continua Patrizia Baffi – la novità introdotta quest’anno con l’inserimento, tra i beneficiari, degli Enti e delle Istituzioni ecclesiastiche riconosciute. Si tratta di un riconoscimento importante del ruolo che queste realtà svolgono da sempre nella tutela e nella valorizzazione di un patrimonio straordinario fatto di archivi, opere d’arte, biblioteche, chiese e complessi monumentali, che rappresentano una parte fondamentale dell’identità storica e culturale lombarda».
«Per il 2026 – conclude Patrizia Baffi – le risorse ammontano a 6,05 milioni di euro e sono suddivise tra promozione educativa e culturale, contributi a favore di musei, sistemi bibliotecari e archivi, promozione dello spettacolo dal vivo e del cinema e, appunto, Enti ecclesiastici riconosciuti, a dimostrazione di una visione ampia e inclusiva della cultura, capace di sostenere sia la conservazione del patrimonio sia la sua fruizione, la formazione, la partecipazione e la crescita delle comunità. Investire in cultura significa investire in coesione sociale, attrattività turistica e sviluppo dei territori».


