Baffi: «1.400 nuovi OSS e ASA per rafforzare il sistema socio-sanitario lombardo»

Patrizia Baffi, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione Sanità di Regione Lombardia
«OSS e ASA sono figure essenziali per il funzionamento del sistema sociosanitario lombardo, che svolgono un lavoro quotidiano prezioso, spesso silenzioso, a supporto delle persone più fragili e delle strutture che le assistono. Investire sulla loro formazione significa dare più forza ai servizi, migliorare la qualità dell’assistenza e offrire percorsi concreti a chi cerca una nuova prospettiva professionale. Per questo la formazione di 1.400 nuovi operatori socio-sanitari e ausiliari socioassistenziali rappresenta un intervento concreto per rafforzare la rete dei servizi alla persona, in particolare nelle strutture che ogni giorno si prendono cura degli anziani, dei fragili e delle famiglie».
Così Patrizia Baffi, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione Sanità di Regione Lombardia, in merito alla chiusura del bando regionale finanziato con fondi FSE+ 2021-2027.
«Il rafforzamento del personale sociosanitario è una condizione indispensabile per dare continuità e qualità all’assistenza, soprattutto in una fase in cui l’invecchiamento della popolazione e la crescita dei bisogni di cura richiedono programmazione, formazione e attenzione costante ai territori. L’iniziativa ha consentito di ammettere a finanziamento 60 progetti, per circa 1.400 discenti, e di avviare 57 corsi sul territorio lombardo, di cui 26 per ASA e 31 per OSS. Un risultato che garantisce almeno un corso in ciascuna provincia e che risponde al fabbisogno reale delle strutture e dei territori, offrendo al tempo stesso una concreta opportunità di formazione e inserimento lavorativo».
«Il profilo dei partecipanti – conclude Patrizia Baffi – conferma il valore della misura: l’86% dei corsisti è composto da donne e il 56% ha più di 40 anni. La distribuzione territoriale interessa l’intera Lombardia e anche il Lodigiano è coinvolto dal programma, con il 4% dei partecipanti regionali e l’attivazione di percorsi che contribuiscono a rafforzare competenze e presenze qualificate nel sistema socioassistenziale del territorio. Dobbiamo continuare a sostenere politiche capaci di tenere insieme formazione, lavoro e sanità territoriale. La qualità del sistema lombardo passa anche dalla disponibilità di professionisti preparati, motivati e presenti nelle strutture dove il bisogno di assistenza è più forte».


