Di Pubblicato il: 22 Marzo 2012Categorie: Attualità

Anche a Lodi da aprile arrivano i “custodi sociali”

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Anche a Lodi, come in altre grandi città come ad esempio Bologna o Mantova, arriva la figura del “custode sociale”. Si tratta di una iniziativa inserita nel progetto “VivRete” dell’associazione “Viaviamo insieme il nostro quartiere – Porta d’Adda” con la collaborazione del Comune e il contributo di 2.600 euro della Fondazione Banca Popolare di Lodi.

Il “custode sociale” è un operatore formato che si occuperà da aprile e per i prossimi tre mesi di fare un’opera di monitoraggio di quelle situazioni socialmente problematiche nei condomini delle case popolari di comune e Aler, per un totale di un centinaio di nuclei famigliari.

«Si è pensato alla necessità di verificare nelle case popolari quali fossero le criticità in cui intervenire in maniera preventiva. Con i servizi sociali – ha spiegato l’assessore comunale alle politiche sociali Silvana Cesani (in foto) – sono state individuate alcune situazioni più problematiche, lamentele di convivenza, conflitti, ecc. Due operatori ed una equipe si recheranno in loco per un primo lavoro di avvicinamento alle famiglie indigenti, agli anziani soli, alle persone con problemi di dipendenze o con disturbi psichici. Questa è una prima fase di sperimentazione e “mappatura” che porterà poi a percorsi educativi. Il lavoro del “custode” sarà, appunto, quello di mediazione.»

L’assessore ha poi sottolineato come si tratti di un approccio “non invadente”, cercando di instaurare relazioni in maniera informale e certamente senza bussare ad ogni porta, ma bensì “vivendo” il quartiere, aggirandosi nei pressi dei condomini, facendo amicizia con le persone.

P.Sartorio Foto © Lodinotizie