20 Novembre. Casale, Visita guidata al Santuario ‘dei Cappuccini’

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“Il Lodigiano e i suoi Tesori” è ormai giunto al suo penultimo appuntamento e offre l’opportunità, a tutti gli amanti dell’arte e della cultura, di conoscere a fondo uno dei santuari mariani del Lodigiano: il Santuario di Maria Madre del Salvatore, anche detto dei Cappuccini, a Casalpusterlengo. La visita guidata avrà inizio alle 15.00, presso la Piazza dei Cappuccini. Successivamente, alle ore 16.00, si terrà presso il Santuario il concerto dal titolo “I miracoli della Vergine. Leggende sacre ed eventi straordinari in terra lodigiana” a cura dell’Associazione Culturale Musicarte di Lodi, con brani musicali della seconda metà del Cinquecento accompagnati da letture tratte da I miracoli della Madonna dei Cappuccini di Casalpusterlengo.
L’edificio religioso oggetto della visita è il già citato Santuario dei Cappuccini, la cui storia è complessa ed articolata e strettamente legata al culto di una statua in terracotta raffigurante la Madonna con il Bambino, risalente alla metà del XV secolo. Nel 1574 i frati Cappuccini iniziarono la costruzione del proprio Santuario, con annesso convento, nella zona attigua ad una cappella che ospitava la statua della Vergine Madre, appartenente all’antica chiesa dedicata a San Salvario, o San Salvatore, che venne incorporata, con numerose modifiche, nel nuovo complesso. Al termine dei lavori, nel 1576, l’edificio che ne risultò era a navata unica, con un’apertura sul lato destro che conduceva direttamente alla Cappella con il simulacro tanto amato dalla popolazione. Il convento, però, dopo solo vent’anni, presentò dei problemi di spazio e di solidità delle strutture e si pensò a lungo di spostare il complesso nella zona di Codogno, su suggerimento del principe Teodoro Trivulzio. Ma i Cappuccini si opposero con forza e riuscirono a rimanere a Casalpusterlengo, con la promessa di poter ricostruire il convento e di restaurare la chiesa. I lavori si conclusero nel 1621: la chiesa si presentava a navata unica, con il coro e il presbiterio posti trasversalmente, in modo che la cappella della Madonna si trovasse sul lato destro, in corrispondenza dell’attuale seconda cappella. La chiesa fu consacrata il 5 novembre del 1624 dal Vescovo di Lodi Mons. Seghizzi e venne dedicata al Santissimo San Salvatore e a San Francesco. Nel 1723 alla chiesa furono aggiunte le due cappelle laterali sulla destra, a fianco di quella della Madonna, dedicate rispettivamente a San Giuseppe e a San Felice; inoltre, per garantire una miglior illuminazione, la volta venne innalzata di circa cinque braccia.
Le trasformazioni cui andò incontro il Santuario non finiscono qui: nel 1805, al tempo delle soppressioni napoleoniche, la chiesa fu chiusa e l’ordine dei Cappuccini soppresso, gli arredi liturgici e le corone d’oro che adornavano la statua della Madonna con il Bambino furono sequestrati. L’edificio religioso, nonostante fosse chiuso, rimase comunque in funzione come oratorio sussidiario alla chiesa parrocchiale, e vi furono apportate alcune migliorie: nel 1818 venne eretta la torre campanaria e nel 1825, per cura della Fabbriceria, Carlo Bossi di Bergamo costruì l’organo.
Nel 1844, per intercessione dell’imperatore Francesco I d’Austria, favorevole al ripristino delle comunità francescane, il convento fu riaperto come ospizio governato dai Cappuccini. In seguito, a causa di una nuova legge emanata dal Regno d’Italia, nel 1868 il Santuario fu nuovamente chiuso, ma nel 1873 venne concesso ai frati di dimorare e predicare in quei luoghi, a patto di non turbare la quiete pubblica. Nell’ultimo decennio del XIX secolo si procedette ad un nuovo ampliamento: alla chiesa vennero aggiunte tre cappelle sul lato sinistro in modo da raggiungere l’attuale configurazione a navata centrale con cappelle disposte simmetricamente ai lati. La chiesa fu oggetto di un ulteriore e definitivo intervento che vide l’avanzamento della facciata in direzione del piazzale, per fare spazio alla nuova cantoria, con l’aggiunta di due piccoli portici posti frontalmente. Su progetto dell’Ing. Pietro Grazioli, il presbiterio venne rialzato e si costruì la grande nicchia dove venne posta la statua della Madonna con il Bambino. Tre anni più tardi, nel 1896, il pittore casalino Angelo Prada affrescò la volta e la lunetta del presbiterio con un dipinto raffigurante la Processione dei Frati Adoranti di fronte alla Madonna, purtroppo oggi andata perduta, e il pittore Zambellini di Lodi decorò, nei primi decenni del Novecento, la volta della chiesa con un ciclo di affreschi dedicato alla storia e alla devozione della Vergine.


