L’AMATORI ALLA RICERCA DI UNA VITTORIA CHE MANCA DA TROPPO TEMPO

amatori storica
Dall’ultima vittoria in Coppa Italia sono passati addirittura 33 anni. E nel mezzo tante, troppe delusioni. Ma martedì sera l’Amatori avrà in mano il suo destino, grazie ad una vittoria conquistata in Veneto per 7-3, con un imbarazzante semplicità, senza mai soffrire il Bassano di Massimo Giudice e garantendosi un margine sulla carta ancor più ampio, che va bel oltre le 4 reti di differenza.
Scaramanzia a parte, il pronostico pende da una sola parte. Se prendiamo in considerazione il momento di forma delle due squadre, l’assenza nelle file bassanesi di elemento come Nicolas, ritornato in Argentina per completare la laurea in medicina, la voglia e la solidità di un Amatori fin qui imbattuto, capace di un inizio di stagione pazzesco, con 12 vittorie consecutive, corredate da assoluta qualità nel gioco, come quelle prestigiose contro Viareggio e Vic, dalle quali, va sottolineato, Losi ha subito solamente 2 reti.
Insomma, una partita, anzi, una Coppa da “no bet”. Gara senza quota, ma come rimanere con i piedi per terra? Semplice: basta pensare ai 33 anni passati dal 1978, dal successo nella doppia finale con il Giovinazzo, conclusasi son un pareggio per 2-2 in Puglia e con una vittoria netta per 7-1 in un “Revellino” che portava in trionfo l’idolo e maestro Antonio Livramento, un giovane Aldo Belli, il capitano Oliviero Dalceri, Marino Severgnini, ma anche Beltempo, Franchi, Rovida, il secondo portiere Grandi, Moroni ed il modenese Tiziano Facchini. Poi da allora solo cocenti delusioni, per tre volte consecutive contro il Novara, autentica bestia nera dei lodigiani. Così fu nel 1987, con Cairo, Bernardini, Parasuco e Franco Amato vinsero a mani basse, imponendosi 8-2 al palazzetto di Viale Kennedy ed alzando la coppa nella bolgia del Revellino. Stesso avversario, stessa città, ma palcoscenico diverso nel 1993, quando davanti a circa 3.000 spettatori che gremivano il “Palacastellotti”, nel week end dell’Epifania, il Novara si imponeva per 4-2, con Bernardini ed i fratelli Mariotti capaci di ribaltare il doppio vantaggio firmato Cinquini – Ale Bertolucci. Quello fu un Amatori che costò tanto, sia in termini economici, che affettivi, alla Città, che vinse poco (una Coppa delle Coppe) e perse tantissimo, compresa la Coppa Italia del 1996: ma in quell’occasione il Novara tremò non poco. Segnarono Enrico Mariotti e Ale Bertolucci, poi il Lodi, dopo aver colpito un paio di pali,crollò sotto i colpi del solito Amato e di Pablo Cairo, che soffiarono la Coppa dalle mani lodigiane.
Gli anni trascorsero, acqua sotto il ponte dell’Adda ne è passata tanta e parallelamente è cresciuta la voglia nei tifosi lodigiani di vedere alzare un trofeo: un mezzo miracolo lo compie l’Amatori nel 2008, riuscendo a resistere fino al 4-5 a Follonica, contro una corazzata, pensate un po’, comandata ancora da Massimo Mariotti, che grazie ad una prestazione “monstre” del fratello Enrico, espugna il Castellotti 6-2, e la coccarda che cinge la coppa porta ancora i colori bianco ed azzurro.
Ma martedì non sarà così, un po’ perché sia Lodi che Basssano sono gemellate sotto gli stessi colori giallo e rosso, un po’ perché, come assai raramente è accaduto nella storia, l’Amatori si trova davanti ad una strada in discesa, con il motore a mille ed un pilota che ha l’assoluto controllo della situazione. L’appuntamento è quindi alle 21 di domani sera, con diretta Raisport per un evento che ha catalizzato l’attenzione dell’intera Città, a cui manca, ormai da tanto, troppo tempo, un evento sportivo da festeggiare!
di Paolo Virdi


