CREMA, ASSOLDA UN KILLER PER UCCIDERE IL MARITO
Tenta di assoldare un killer per uccidere il marito, ma finisce in trappola.
La vicenda trae origine da una sperazione burrascosa che vede coinvolto un professionista 40enne e e la moglie 37enne, una collaboratrice domestica di Crema. La moglie cerca di costruire un castello di accuse nei confronti del marito, che viene indicato come responsabile di diversi episodi di violenza a suo danno.
Non contenta di questa trama da lei ordita, la donna decide di fare un ulteriore passo e confida alla sua migliore amica che vorrebbe assoldare un killer per uccidere il marito e chiudere in maniera tragica la separazione.
La donna stava per separarsi dal marito e voleva ereditarne i beni ma ha commesso un errore: ha confidato il suo piano criminale ad un’amica che ha immediatamente avvertito la potenziale vittima.
L’uomo, venuto a sapere della spaventosa intenzione della moglie, si è rivolto alla Polizia di Stato e così si è presa la decisione di far avvicinare la donna da un finto potenziale killer.
L’uomo ha denunciato la moglie alla polizia e a questo punto è partito un blitz sotto copertura per coglierla in flagranza di reato: un finto killer le è stato presentato dall’amica e la donna gli ha offerto ben 5 mila euro per il “lavoro”. L’omicidio avrebbe dovuto avere luogo venerdì e la trentasettenne aveva dato appuntamento al presunto killer giovedì davanti ad un bar di Crema per anticipargli 2 mila euro a garanzia dell’accordo criminale: «Lo voglio steso, lo voglio morto. Lo aggredisci per rubargli la 24 ore e gli dai un colpo in testa», queste le disposizioni.
Nel corso degli incontri con il finto killer, tutti filmati, la donna inizia a contrattare con il presunto assassino, chiedendo di organizzare una finta rapina che avrebbe dovuto portare all’omicidio del marito. In maniera lucida e spietata la donna, attraverso diversi contatti gestiti in maniera oculata e con modalità da spy story, si accorda con il finto killer per l’omicidio.
Viene fissata la data per la consegna dell’anticipo di 2.000 euro e per gli accordi sui dettagli organizzativi, ma al momento dello scambio, avvenuto in Crema, interviene la Squadra Investigativa del Commissariato di Crema che era appostata nelle vicinanze e stava seguendo in diretta tutti i momenti dell’incontro.
Il finto killer ha registrato tutto con una microcamera, mentre anche i poliziotti in zona filmavano, travestiti da operai. Appena la donna ha passato il denaro al presunto killer, le forze dell’ordine sono intervenute per portarla in commissariato dove ha confessato prima di essere denunciata a piede libero.
La donna viene portata in ufficio e vengono sequestrati il denaro contante, i telefoni e tutto il materiale utilizzato per pianificare l’omicidio.
In assenza di un vero killer, si configura un “reato impossibile” che, seppur verosimilmente manderà la donna immune da conseguenze punitive, non le eviterà conseguenze giudiziarie.


