Di Pubblicato il: 27 Novembre 2011Categorie: Attualità

Associazione Nazionale Piccoli Azionisti, Volpe: «20.000 euro al mese non sono indice di rigore»

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E’ iniziato con un ringraziamento ai vertici l’intervento del Presidente dell’Associazione Nazionale dei Piccoli Azionisti, Modesto Volpe.
“Oggi approviamo quanto richiesto dalla nostra Associazione, già in occasione di un primo incontro con il Presidente Fratta Pasini intervenuto ad un convegno con i nostri soci di Lodi nel 2009.
Eliminazione della governance duale, eliminazione dei CDA con circa 80 consiglieri delle banche controllate e creazione di una banca unica.
Da oggi la strada è in discesa – ha proseguito Volpe – in quanto finalmente non ci saranno più divisioni territoriali ma solo un grande gruppo con una rete capillare su tutto il territorio nazionale.
In aggiunta la  banca godrà anche di benefici fiscali in quanto l’iva infragruppo indeducibile nel passato aveva inciso pesantemente sui bilanci.
Siamo anche coscienti – ha proseguito Volpe  – che in questo momento il Banco Popolare e tutto il sistema bancario Italiano è oggetto di grandi speculazioni, e quindi dobbiamo essere uniti e creare sistema per respingere questo attacco.
A luglio – rivolgendosi a Saviotti –  il banco ha superato gli stress test, ma a distanza di pochi mesi chi ci aveva promosso ci ha di colpo declassato.
EBA , l’ Euopean Bank Autority, ha cambiato le regole modificando tempi e regole per l’innalzamento dei coefficienti patrimoniali.
Il Banco,  in  base a basilea 3 aveva un obbiettivo di coefficiente del 7 % da raggiungere entro il 2018 e oggi ci chiedono di innalzare il coefficiente patrimoniale al  9% entro il 2012.
E’ un impresa ardua quella che dovrà realizzare il nostro AD Pierfrancesco Saviotti, del quale abbiamo la massima fiducia,  ma sappiamo anche che in questi casi dobbiamo essere uniti a livello di sistema italiano per combattere le speculazioni straniere”.

Molto critico invece il secondo intervento del presidente dei Piccoli Azionisti sul piano compensi e remunerazioni.
“Il Presidente Fratta Pasini è stato il primo a dare il grande esempio riducendosi il compenso di circa il 50%  nonostante il ruolo, l’impegno  e le responsabilità.
Non possiamo però astenerci dal criticare e non approvare il nuovo piano compensi , come ad esempio l’emolumento di 225.000 per il presidente  del collegio sindacale.
Nessuno mette in dubbio la professionalità della persona, ma se dobbiamo chiedere sacrifici a chi percepisce 1500 euro al mese, e se parliamo di esuberi, penso che un esempio debba essere dato anche dall’alto.
Il Presidente Monti in questi giorni parla di grande rigore sul piano economico e sacrifici da parte di tutti, e noi non possiamo ritenere che 20.000 euro al mese siano indice di rigore.
In aggiunta chiediamo anche che venga messo un tetto al limite di incarichi e un tetto all’età in quanto oggi ci troviamo a votare consiglieri che hanno più di 76 anni e questo non è un buon segnale per le nuove generazioni.
L’intervento interrotto più volte da applausi da parte delle migliaia di soci, è stato seguito da numerosissime  manifestazioni di solidarietà dei soci presenti,  a dimostrazione – prosegue Volpe – che questo non è solo il mio pensiero.
Mi auguro poi – conclude il Presidente dei Piccoli Azionisti – che almeno questi neo consiglieri, domani comprino a man bassa  le azioni del Banco,  per dare un segnale di fiducia a  tutti i soci che purtroppo in alcuni casi hanno in carico il titolo a prezzi dieci volte superiori con pesanti perdite”.