Patto di Stabilità per i Comuni lombardi

Attilio Fontana ANCI
Con il patto di stabilità territoriale la Regione rinuncia a spendere 70 milioni, mettendo a disposizione degli enti locali (50 milioni per i Comuni) un plafond finanziario che verrà utilizzato per effettuare i pagamenti in conto capitale. A oggi alla Regione sono arrivate richieste di alleggerimento del patto da parte di 455 Comuni lombardi, per un totale di 460 milioni di euro.
Il patto territoriale ha un effetto immediato e promuove una distribuzione del plafond finanziario secondo le necessità. Per accedere alla distribuzione del plafond finanziario da parte degli enti occorrono i seguenti requisiti:
Disponibilità di cassa: gli enti beneficiari devono possedere l’adeguata disponibilità di cassa per effettuare i pagamenti
Effettiva liquidabilità delle spese: gli enti beneficiari sono tenuti a certificare che il plafond che verrà messo loro disposizione sarà impiegato per spese effettivamente ed immediatamente liquidabili entro la fine dell’esercizio.
Il plafond sarà distribuito per il 90% tra tutti i Comuni ammessi alla distribuzione in base ai loro residui passivi e alla loro capacità di spesa, per il 5% applicando i criteri di virtuosità finanziaria elaborati tra ANCI Lombardia, Regione e Finlombarda. Infine, una quota del 5% è destinata ad incentivare l’applicazione del patto orizzontale, e cioè destinata ai comuni che cedono spazi finanziari ad altri Comuni che saranno restituiti nei successivi due anni. Il protocollo d’intesa prevede, infine, che la quota di plafond attribuibile a ciascun comune non possa superare l’ammontare massimo del 35% dell’importo riservato al comparto.
Il patto di stabilità orizzontale ha già cominciato a funzionare: 12 Comuni lombardi che non prevedono impegni di spesa per il 2012 hanno messo a disposizione di altri 47 Comuni la loro quota, che supera i 5,5 milioni di euro, “segno che la responsabilità e la solidarietà interistituzionale tra comuni funzionano eccome”, commenta Fontana.
“I Comuni chiedono da anni di poter pagare le aziende che hanno lavorato per loro, di spendere i soldi che hanno risparmiato per investire sul territorio e far ripartire l’economia locale, – commenta il Presidente di ANCI Lombardia Attilio Fontana (in foto), che ha firmato il protocollo – ma questo ci viene impedito dal patto di stabilità che impone ai Comuni sacrifici che le istituzioni centrali non sono stati in grado di fare su se stesse. La Regione Lombardia ha mostrato grande sensibilità su questo tema e di questo le diamo atto. Il patto di stabilità vigente, che vogliamo cambiare, sta comportando invece una continua diminuzione degli investimenti dei Comuni, che sono diminuiti del 30% dal 2004 al 2009, e diminuiranno di un ulteriore 30% nei prossimi anni. In questo senso il plafond di 50 milioni di euro messo a disposizione della Regione è importante, ma è purtroppo una goccia nel mare delle esigenze dei Comuni, che da una parte non possono pagare le imprese che hanno lavorato per loro, e dall’altra si vedono ridotte sempre più le risorse a disposizione. Il patto di stabilità andrà ripensato a livello nazionale. Anche di questo ci occuperemo, insieme alla Regione, nel tavolo paritetico interistituzionale”.
Un ultima valutazione Fontana la riserva ai criteri di virtuosità elaborati da Regione e ANCI Lombardia: “E’ il primo studio compiuto a livello nazionale su dati certi e confrontabili. Si tratta di un primo passo, seppur sperimentale, verso criteri di virtuosità più completi, che comprendano parametri di qualità dei servizi erogati, ma senza dubbio contribuirà, mi auguro anche a livello nazionale, a chiudere una volta per tutte il capitolo del finanziamento alla spesa storica”.
ANCI LOMBARDIA – ufficio stampa
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