MANIFESTAZIONE POLIZIA: PATTUGLIE SENZA CARBURANTE, SICUREZZA A RISCHIO
Dai Sindacati e Rappresentanze della Polizia di Stato lanciano l’allarme: sicurezza, sarà manifestazione nazionale con richiesta d’aiuto ai cittadini.
Di seguito, come ricevuta, pubblichiamo la nota del Siulp:
Martedì 18 ottobre, dopo tutti i tentativi effettuati dalle sottoscritte Organizzazioni sindacali e rappresentanze del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico, purtroppo tutti con esiti negativi per l’assoluta indisponibilità del governo ad ascoltare l’allarme rosso lanciato, sarà manifestazione nazionale.
A preannunciarlo SIULP, SAP, UGL Polizia di Stato, CONSAP, SAPPE, UIL Penitenziaria, FNS CISL, UGL Penitenziaria, SAPAF, UGL Forestale, Fe.Si.Fo, FNS CISL Forestali, UIL Forestali, FNS CISL VV.FF., UIL VV.FF., CO.NA.PO, UGL VV.FF., COCER MARINA che, nel prendere atto che i tagli orizzontali operati dal governo hanno completamente annullato i fondi sui capitoli per il funzionamento di questi Comparti, tant’è che dalla fine di questo mese non ci sarà più carburante perché non ci sono i soldi per poterlo acquistare, pur con alto senso di responsabilità ma per non essere corresponsabili della resa alla criminalità, le suindicate organizzazioni sindacali e rappresentanze sono costrette a chiedere una “donazione” ai cittadini per comprare il carburante per non far “fermare le macchine” della sicurezza, della difesa e del soccorso pubblico.
Una manifestazione senza precedenti, rincarano i sindacalisti che però è resa necessaria per salvaguardare il Paese e i cittadini dalla criminalità e garantire la loro incolumità.
L’assordante silenzio dei ministri interessati, e della compagine governativa nel suo insieme, obbliga noi operatori ad un impegno straordinario per la salvaguardia dei cittadini e delle stesse Istituzioni.
Speriamo, concludono i sindacati e le rappresentanze, che la richiesta ai cittadini di una “donazione” che consenta il proseguimento dell’attività per la sicurezza, la difesa e il soccorso pubblico, obblighi i ministri interessati, almeno per un richiamo etico e morale oltre che politico, a presentare le proprie dimissioni.
Giacché non sono stati in grado di assolvere alla funzione primaria, conferitagli con il mandato ricevuto, di garantire la sicurezza, la difesa e il soccorso pubblico del nostro Paese.


