Di Pubblicato il: 12 Ottobre 2011Categorie: Attualità

ECCO PERCHE’ I LAVORI AL CIMITERO SONO FERMI

cimitero lavori 1

cimitero cartello lavoriEsclusiva Lodinotizie

Oggi in Consiglio Comunale, a seguito di una mozione urgente presentata dal gruppo consiliare della Lega Nord, grazie soprattutto alle segnalazioni di Lodinotizie e di alcuni lettori, si parlerà dello stato di incuria e degrado che versa il maggior camposanto cittadino.

Tra i vari problemi che affliggono il cimitero Maggiore di Lodi, però, c’è anche la questione riguardante il completo stallo dei lavori di pavimentazione della terrazza all’ingresso. Da sei mesi la riqualificazione è completamente ferma al palo, o quasi.

All’ingresso, infatti, ci si può accorgere subito che qualcosa non va… Ma i lavori quando dovevano essere terminati? Proviamo a controllare il cartello col dettaglio dei lavori. Ma come, non ci dovrebbero essere scritte tutte le informazioni? Inizio e fine lavori, costi, ecc. Niente, il cartello è appeso ‘in bianco’ si legge solo il committente Comune di Lodi e la ditta incaricata di eseguire la ristrutturazione. Questo tipo di cartello, dovrebbe essere compilato a norma di legge, onde non incorrere in sanzioni. O no?

Strano, quale arcano si svelerà mai dietro a questo stallo? Semplice quanto imbarazzante. Secondo quanto ci ha raccontato il responsabile della Ditta, vi sarebbe in corso una sorta di guerra fredda fra Comune e Soprintendenza di Milano, la quale avendo il cimitero lodigiano tra i suoi beni da tutelare, starebbe dettando delle regole in merito alla tipologia di pavimentazione da utilizzare per completare il lavoro fermo a quello che si chiama “sottofondo”, cioè uno strato di impermeabilizzazione che ben presto, lasciato così al suo destino (dalla calura estiva alla stagione fredda in arrivo), potrebbe subire danni e comportare ulteriori costi per risistemarlo.

La ‘guerra della piastrella’ è un tira e molla che prosegue da qualche tempo per raggiungere il compromesso tra tipologia dettata dalla Soprintendenza e quello che in realtà il Comune vorrebbe/potrebbe spendere. E’ chiaro, se si realizzasse tutto in marmo, l’ok arriverebbe subito. Tutto qui, una scelta che deve essere anche adeguata economicamente per le casse municipali. Consideriamo inoltre, come ci ha racconta il responsabile della Ditta incaricata dei lavori, che ora ci si mette pure il Patto di Stabilità e il buco milionario con il quale si trova a fare i conti il Comune. “Fatto sta – dice il costruttore – che noi non abbiamo ancora visto un euro”.

Piacerebbe sapere quando finirà questo tiro alla fune. Certo la Soprintendenza, come dicono gli addetti ai lavori, è sempre una bella gatta da pelare, però non si sapeva prima di iniziare i lavori?