Violentò prostituta per due volte, arrestato albanese 38enne. Carcere e poi rimpatrio
Una donna di 31 anni con figli, dopo la separazione, nel 2004 ha lasciato la zona del cremasco trasferendosi a Milano, aveva conosciuto un albanese che pur mantenendo la relazione è poi rientrato in Albania, lei doveva lavorare da estetista, ma in difficoltà economica comincia a prostituirsi in provincia di Novara, senza che nessuno dei familiari lo sapesse.
Poi nel 2005 a Pioltello conosce “Petrit L.” , un elettricista albanese 38enne, lo segue in un bar per un caffè, si scambiarono i numeri di telefono e qualche giorno dopo si incontrano di nuovo. Una serata in compagnia dell’albanese, accompagnato da una coppia, un suo amico di Segrate e la rispettiva fidanzata. Poi a fine serata vanno a Segrate, a casa dell’amico, dove Petrit la violenta.
Da allora l’uomo incominciò a perseguitarla con telefonate e riusciva ad evitare una immediata denuncia rivelandole che sapeva della sua seconda vita, lungo una strada di Oleggio. La signora si confidò con un’amica della martesana, cambiò il telefono ma i messaggi incominciarono ad arrivare all’amica. Petrit rivelava di avere il telefono del fidanzato in Albania e le chiedeva altri incontri, per ricattarla si recò a fotografarla in strada ad Oleggio.
In quel periodo Petrit abitava a Crespiatica e denunciò ai carabinieri anonime minacce di morte pervenutegli sul cellulare. Un giorno, lungo la Paullese mentre rientrava a Milano, la donna si vede seguita dall’Audi di Petrit. Ella si ferma, scende dall’auto e lo affronta ed aggredendolo gli chiede di non molestarla, avvertendolo di aver avvertito un albanese del posto che lui conosceva, cugino del fidanzato in Albania. Alla fine Petrit prometteva di smetterla qualora non venisse sporta denuncia.
Una sera di febbraio 2005 la donna uscita dall’abitazione dei genitori lungo la strada padana superiore veniva bloccata dall’auto del Petrit, egli scendeva e tirandola per un braccio di forza la costringeva sul sedile passeggero della sua Audi grigia. Le andava addosso e la spogliava. La donna era in sua balia quando Petrit rispose ad una telefonata, con la conversazione aperta lei gridò aiuto ed approfittò del momento per prendere il suo cellulare, riusciva a scendere dall’auto e bloccando un’auto in transito riusciva a scappare. Il giorno dopo denunciava il fatto ai carabinieri di Pioltello.
Nel 2006 il Tribunale di Milano ha condannato Petrit per la violenza sessuale aggravata dalle lesioni riscontrate alla donna in occasione della seconda aggressione. Sentenza confermata in Appello nel 2010 è recentemente divenuta esecutiva con il rigetto della Suprema Corte. I Carabinieri di Crema che si sono interessati del Petrit per una indagine connessa alla prostituzione da strada lungo la Paullese sono stati informati dai colleghi di Milano dell’emissione dell’Ordine di carcerazione emesso nei suoi confronti poiché deve espiare, applicati i benefici dell’indulto, la pena residua di due anni e sette mesi di reclusione, al termine sarà espulso dall’Italia.
Ieri pomeriggio i carabinieri di Crema l’hanno intercettato lungo la Paullese e l’hanno bloccato a Zelo. Dopo le formalità di rito è stato condotto in carcere a Cremona.


