Lodi, a Platea Palazzo Galeano la performance sonora “We Are Rivers” di Stefano Fumagalli

Sabato 24 ottobre alle 16, negli spazi di Platea Palazzo Galeano, in corso Umberto I 46 a Lodi, andrà in scena We Are Rivers, una performance sonora urbana ideata da Stefano Fumagalli e realizzata con i bambini e le madri che frequentano il doposcuola dell’Associazione Pierre.
Il lavoro nasce da un laboratorio articolato in cinque incontri, condotto tra settembre e ottobre, durante il quale bambini, ragazzi e madri hanno partecipato a un percorso di esplorazione sonora e creativa. La performance attraverserà tre spazi — la strada, l’androne e la corte — coinvolgendo voci, corpi, sacchetti di plastica e paesaggi sonori registrati.
Il titolo We Are Rivers racchiude un doppio significato: scritto in colonna, con la W di We, la A di Are e la R di Rivers, forma la parola WAR, ovvero «guerra». In orizzontale richiama invece il fiume, qualcosa che scorre e si trasforma. Le lettere restano le stesse, cambia soltanto la direzione della lettura. Un significato che, come spiega l’artista, non è stato cercato a tavolino, ma è emerso nel corso del processo creativo. La guerra, del resto, è una realtà che molte delle famiglie coinvolte nel progetto hanno conosciuto direttamente o attraverso le sue conseguenze.
La performance si sviluppa su una composizione elettroacustica realizzata da Fumagalli per l’occasione e diffusa nei diversi ambienti attraversati. La musica prende forma a partire dai nomi dei partecipanti e dalle elaborazioni delle testimonianze emerse durante i laboratori.
Al centro del progetto c’è il ciclo dell’acqua — la goccia, il flusso e l’evaporazione — utilizzato come metafora della trasformazione dell’identità individuale e collettiva. Il nome di ciascuno diventa così una goccia nel flusso della società, mentre le azioni rappresentano movimenti verso qualcosa di nuovo. Le madri hanno affiancato i bambini durante tutto il percorso, partecipando pienamente sia alla fase creativa sia all’esecuzione della performance.
L’intervento coinvolge temporaneamente anche Senza soluzione di continuità, opera di Liliana Moro. La parete a specchio restituisce ciò che si trova davanti a essa, creando un dialogo con il lavoro di Fumagalli e con la distanza tra ciò che di una persona è visibile in superficie e ciò che scorre al suo interno. Una duplicità che richiama ancora una volta la natura del fiume.
«Il conflitto che conta non sta fuori di noi, dove ci fa comodo collocarlo. Sta dentro, e va visto per poter essere governato. Affrontato bene, è il modo in cui la differenza diventa conoscenza; affrontato male, diventa guerra», spiega Stefano Fumagalli nella sua dichiarazione sull’opera.
L’artista racconta di aver attraversato, durante la preparazione della performance, una fase di incertezza sulla forma che il lavoro avrebbe assunto. Un momento che si è rivelato parte integrante del progetto: il non sapere, anziché rappresentare un ostacolo, è diventato un punto di partenza per mettersi in ascolto e accogliere la differenza.
Da qui nasce anche la riflessione sul ruolo della conoscenza nel superamento della paura dell’altro. Secondo Fumagalli, il conflitto non coincide necessariamente con la violenza: può diventare un’occasione di comprensione reciproca, mentre è il mancato incontro con ciò che è diverso da noi a favorire diffidenza e contrapposizione.
In questo senso, il lavoro quotidiano dell’Associazione Pierre, che riunisce nello stesso spazio bambini provenienti da Paesi diversi e le loro madri, assume un significato che va oltre l’attività educativa. La relazione e la condivisione diventano strumenti concreti per ridurre le distanze e costruire nuove forme di conoscenza.
La performance durerà circa 20-25 minuti. L’appuntamento è per sabato 24 ottobre 2026, alle 16, a Platea Palazzo Galeano, in corso Umberto I 46 a Lodi. L’ingresso è libero.
Stefano Fumagalli – Nato a Lecco nel 1983, Stefano Fumagalli è musicista, compositore e artista multimediale, attivo tra produzione musicale, sound art e innovazione tecnologica. Formatosi nell’ambito della musica elettronica, della composizione contemporanea, dell’informatica e delle scienze della comunicazione, ha conseguito tre titoli accademici con lode.
Dal 2004 lavora come compositore, sound designer e produttore, sviluppando progetti tra musica, arte contemporanea, tecnologia e ricerca applicata. Ha ideato sistemi interattivi per installazioni artistiche, tra cui quelle del Museo Papa Giovanni XXIII, e per progetti europei come BrainArt e City for Care. Ha ricevuto riconoscimenti in Italia e all’estero, tra cui il Premio Piccialli e il Tokyo Digital Art Award, e ha presentato le sue opere in festival, conferenze e mostre internazionali. Dal 2024 è membro del comitato scientifico del Centro Studi Maurizio Di Benedetto.



