Lodi, domani alla Sala Granata la presentazione dell’autobiografia di Gianfranco Mariconti

Lodi, 24 settembre 2026 – In occasione del centenario della nascita di Gianfranco Mariconti, l’Istituto lodigiano per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea presenta la seconda edizione della sua autobiografia Memoria di vita e di inferno. Percorso autobiografico dalla spensieratezza alla responsabilità. L’appuntamento è in programma domani, venerdì 25 settembre, alle 21 alla Sala Granata di via Solferino 72.
Antifascista, partigiano e deportato, Mariconti fu prima internato a Flossenbürg e poi a Zwickau, sopravvivendo anche alla marcia della morte. La sua autobiografia ripercorre un’intera esistenza, dall’infanzia alla presa di coscienza politica, dalla partecipazione alla Resistenza fino alla cattura e alla deportazione, arrivando alla liberazione, al rimpatrio e agli anni del dopoguerra.
Il racconto parte dai primi anni di vita, segnati dall’abbandono della madre e dalla vita tra parenti e conoscenti, fino all’incontro con Angiola Rossi, la «nuova mamma» che si prende cura di lui e del fratello Mario. La presa di coscienza antifascista arriva anche attraverso la vicenda del padre Eligio, che si rifiuta di accettare il passaggio della banda musicale in cui suonava la tromba alle dipendenze del partito fascista. Le difficoltà economiche che ne seguirono e il lavoro al fianco del padre portarono Gianfranco ad avvicinarsi alla propaganda antifascista e, successivamente, alla lotta partigiana.
Dopo l’8 settembre 1943, Mariconti partecipò alle attività di sostegno agli ex prigionieri alleati e ai renitenti, per poi unirsi alla formazione «Cinque Giornate». Seguono gli scontri con i nazifascisti, l’arresto e la detenzione a San Vittore, da cui riuscì a fuggire, e il ritorno alla lotta partigiana nel Canavese con la 49ª Brigata «Domenico Viano». I rastrellamenti dell’estate e dell’autunno del 1944 lo costrinsero a continui spostamenti, fino al passaggio in Francia e al trasferimento nelle Langhe, dove venne nuovamente catturato.
Il carcere di Torino e il trasferimento a Bolzano furono il preludio alla deportazione nei lager di Flossenbürg e Zwickau. È a questa esperienza che è dedicata l’ultima parte dell’autobiografia, nella quale Mariconti racconta la disumanizzazione del lager e la drammatica marcia della morte, durante la quale riuscì comunque a mantenere un senso di solidarietà verso gli altri deportati.
La nuova edizione del volume è curata da Ercole Ongaro e Laura Coci, con la collaborazione di Ivano Mariconti, figlio di Gianfranco. Il libro è arricchito da un inserto fotografico, da un’intervista a Ivano Mariconti e da una postfazione di Laura Coci.
La presentazione vedrà intervenire Ongaro, Coci e Mariconti e sarà realizzata con la collaborazione di Comune di Lodi, Provincia di Lodi, UST di Lodi, Aned, Anpi, Meic, Coordinamento 25 Aprile e Unitre Lodi.
L’incontro rappresenta inoltre un’opportunità formativa per le e i docenti che vi prenderanno parte, ai quali sarà rilasciato un attestato di partecipazione. L’autobiografia si chiude con una riflessione sul valore della memoria e sulla responsabilità di chi ha vissuto la storia in prima persona, affinché la conoscenza del passato possa contribuire a evitare il ripetersi di nuove barbarie.



