Ospedale di Lodi, arriva la tecnica Rezum per il trattamento dell’ipertrofia prostatica

Il team di Chirurgia Urologica dell'Ospedale di Lodi; al centro Piero Incarbone (di spalle).
Una nuova procedura mini invasiva per il trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna è stata introdotta da alcune settimane all’Ospedale di Lodi. Si tratta della tecnica Rezum, una metodica innovativa già diffusa a livello internazionale che consente di ridurre il volume della prostata utilizzando il vapore acqueo.
La procedura viene eseguita all’interno della struttura di Urologia, diretta dal dottor Piero Incarbone, e rappresenta una novità per il presidio lodigiano. Il trattamento è indicato per contrastare i disturbi urinari legati all’ingrossamento della prostata, una condizione molto frequente soprattutto negli uomini in età avanzata.
La tecnica prevede l’iniezione di vapore all’interno del tessuto prostatico: il calore generato consente di eliminare le cellule in eccesso e ridurre progressivamente il volume della ghiandola. L’intervento viene effettuato in regime di day hospital, generalmente con anestesia locale o una lieve sedazione, e dura circa 15 minuti. Il paziente può quindi rientrare a casa già nella stessa giornata.
«A differenza della chirurgia tradizionale, la tecnica Rezum preserva la funzione erettile ed eiaculatoria», spiega il primario Piero Incarbone. Secondo i dati disponibili, la conservazione di queste funzioni interessa la grande maggioranza dei pazienti sottoposti al trattamento.
I primi benefici possono manifestarsi già nelle settimane successive alla procedura, con miglioramenti che tendono a consolidarsi nei mesi successivi. Non tutti i pazienti possono però accedere a questa soluzione terapeutica, che viene valutata caso per caso dagli specialisti.
Ad oggi, all’ospedale di Lodi sono già stati sottoposti alla procedura una ventina di pazienti, un numero che, sottolinea la struttura, supera quello degli interventi tradizionali di resezione prostatica effettuati nello stesso periodo.


