Di Pubblicato il: 20 Marzo 2026Categorie: Attualità

Crisi Medio Oriente, Confagricoltura: Gasolio fino a 1,25 €/l e costi +40%, aziende a rischio

Confagricoltura Milano Lodi Monza Brianza lancia l’allarme sugli effetti delle tensioni internazionali, in particolare della crisi in Medio Oriente, sui costi di produzione agricola, con il prezzo del gasolio e dell’energia in forte aumento proprio nel momento di avvio delle lavorazioni primaverili.

Dopo il periodo di fermo invernale, infatti, le aziende agricole entrano nella fase più intensa delle attività in campo, con un conseguente aumento dei consumi di carburante ed energia. In questo contesto, il rialzo del gasolio agricolo registrato nelle ultime settimane sta avendo un impatto immediato sui bilanci aziendali.

Negli ultimi giorni, il prezzo del gasolio agricolo è passato in molte aree del Paese, comprese le province di Milano, Lodi e Monza Brianza, da circa 0,85 euro al litro a punte di 1,20–1,25 euro al litro, con aumenti fino al 40-45 centesimi al litro in pochi giorni, nettamente superiori a quelli del diesel tradizionale. In alcuni casi si registrano incrementi complessivi fino al 45%, legati alle tensioni geopolitiche.

Un’accelerazione improvvisa che si inserisce in un quadro già fragile: solo poche settimane fa, le quotazioni si attestavano attorno a 0,99–1,01 euro al litro, evidenziando quindi un’impennata molto rapida dei prezzi.

 «Con scenari internazionali così instabili, gli effetti sull’economia reale sono inevitabili e colpiscono direttamente anche il nostro territorio», dichiara il presidente Francesco Pacchiarini. «Non si tratta solo del costo del carburante, ma di un aumento complessivo che coinvolge anche l’energia elettrica e tutti i fattori produttivi».

Secondo Eurostat, l’istituto statistico dell’Unione europea, la spesa delle aziende agricole italiane per energia e fertilizzanti vale circa 6 miliardi di euro. I rincari in corso possono tradursi in aumenti dei costi fino al 30-40%, con impatti diretti sui bilanci aziendali.

Un incremento che si somma alla crisi dei costi già esplosa con la guerra russo-ucraina nel 2022 e mai realmente rientrata.

Nel territorio di Milano, Lodi e Monza Brianza, caratterizzato da un’agricoltura intensiva e altamente meccanizzata, l’impatto è ancora più evidente. «Già prima di questi aumenti le imprese faticavano a calibrare i costi di produzione rispetto ai prezzi riconosciuti alle produzioni agricole», sottolinea Pacchiarini. «Oggi questa possibilità è venuta meno: con il gasolio sopra 1,20 euro al litro e le quotazioni ferme, i conti non tornano e il rischio concreto è lavorare in perdita».

«Le imprese agricole continuano a garantire la sicurezza alimentare, ma non possono essere lasciate sole di fronte a questi shock esterni», prosegue il presidente. «È necessario bloccare immediatamente ogni forma di speculazione e intervenire sui costi energetici».

Da qui la richiesta di interventi urgenti: «Serve un’azione forte e coordinata a livello europeo, come avvenuto durante la pandemia. Le difficoltà per imprese e cittadini sono enormi e riguardano l’intero sistema energetico».