La nuova statuina del presepe di Coldiretti, Confartigianato e Fondazione Symbola è stata consegnata al Vescovo di Lodi, monsignor Maurizio Malvestiti. Obiettivo dell’iniziativa, che in questi giorni di Avvento interessa tutte le diocesi italiane – spiega la Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza – è quello di aggiungere al presepe figure che parlino del presente ma anche del futuro.
Quest’anno la statuina del presepe – precisa ancora la Coldiretti interprovinciale – rappresenta il lavoro nei settori dell’agricoltura e delle costruzioni, con l’obiettivo di far emergere i temi dell’integrazione e dell’inclusione anche attraverso la cultura della sicurezza sul lavoro.
Nel 2020, primo anno dell’iniziativa promossa dalle tre organizzazioni – ricorda la Coldiretti – la statuina raffigurava un’infermiera, nel 2021 un imprenditore digitale, nel 2022 una florovivaista, nel 2023 un maestro imprenditore e il suo apprendista, lo scorso anno un’artigiana casearia.
A consegnare il nuovo personaggio del presepe nelle mani del Vescovo monsignor Malvestiti, con i rappresentanti di Confartigianato Imprese Provincia di Lodi (tra loro la presidente Sabrina Baronio), c’era una delegazione della Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza guidata dal vicedirettore Luigi Simonazzi, con il consigliere Andrea Belloni, Federica Barbaglio e i segretari di zona Coldiretti di Lodi e Codogno, rispettivamente Francesco Borra e Paolo Butera.
Il Presepe – spiega Coldiretti – è la rappresentazione della nascita di Gesù, ma attraverso i suoi personaggi serve anche a raccontare la realtà della vita di tutti i giorni e quindi insieme al Bambinello troviamo fra gli altri, artigiani, casalinghe, filatrici, agricoltori, pastori e gli animali. Per rafforzare l’attualità di questo messaggio vengono aggiunte ogni anno nuove figure e nuovi mestieri.
La qualità del lavoro è un pilastro fondamentale per tutelare la dignità delle persone e la competitività del Made in Italy agroalimentare, promuovendo legalità e rispetto. La scelta della figura dell’agricoltrice vuole simboleggiare i valori di inclusione e sicurezza che caratterizzano da sempre il mondo agricolo.
Inoltre la statuina – conclude Coldiretti – simboleggia il nuovo protagonismo femminile nelle nostre campagne, dove la componente rosa sta diventando sempre più determinante in termini di innovazione e di welfare, con le tante iniziative sociali come fattorie didattiche, agriasili e progetti di accoglienza per donne in difficoltà.
Anche quest’anno il manufatto è stato realizzato dal maestro artigiano leccese Claudio Riso, che ha saputo tradurre i valori del lavoro e della sicurezza in un simbolo semplice e immediato.