Di Pubblicato il: 17 Novembre 2025Categorie: Attualità, Primo Piano

Qualità della vita 2025, Lodi peggiora ancora: male istruzione, salute e turismo

La 27ª edizione dell’indagine di ItaliaOggi, realizzata in collaborazione con Ital Communications e l’Università La Sapienza di Roma, misura la qualità della vita nelle province italiane attraverso 92 indicatori, raggruppati in nove macro-categorie: Affari e Lavoro, Ambiente, Istruzione, Popolazione, Reati e Sicurezza, Reddito e Ricchezza, Salute, Sicurezza Sociale e Turismo e Cultura.

Ogni provincia riceve un punteggio da 0 a 1000: alla migliore vengono assegnati 1000 punti, alla peggiore 0, e in base al risultato le province vengono classificate in quattro fasce: Buona, Accettabile, Discreta e Insufficiente.

Lodi nella classifica 2025

La provincia di Lodi si posiziona al 50° posto su 107, guadagnando il giudizio complessivo “Accettabile”. Rispetto al 2024 perde una posizione e addirittura 11 scalini rispetto al 2023, con variazioni differenziate nei singoli indicatori:

  • Ambiente: 27ª (−4 posizioni)

  • Istruzione: 76ª (−4 posizioni)

  • Affari e lavoro: 68ª (−2 posizioni)

  • Popolazione: 12ª (+5 posizioni)

  • Reddito e ricchezza: 41ª (−13 posizioni)

  • Salute: 81ª (stabile)

  • Sicurezza sociale: 2ª (+41 posizioni)

  • Turismo e Cultura: 105ª (+1 posizione)

  • Reati e Sicurezza: 28ª (−2 posizioni)

In sintesi, Lodi mostra punti di forza nella sicurezza sociale e nella popolazione, mentre rimane più indietro in salute, istruzione e turismo.

Il quadro nazionale

L’edizione 2025 evidenzia un’Italia leggermente peggiorata rispetto all’anno scorso, ma con una qualità della vita meno polarizzata. Milano resta in cima alla classifica, seguita da Bolzano e Bologna, mentre le province del Nord-Est — Trento, Padova e Verona — confermano la loro solidità.

Al Sud, alcune province come Cagliari e Lecce mostrano segnali di resilienza, senza però modificare lo schema complessivo: il divario tra Nord e Mezzogiorno rimane marcato. Nelle grandi città la crescita rallenta, mentre le realtà di dimensioni medie — come Lucca, Prato, Rimini e Treviso — mostrano vitalità diffusa e competitività crescente.