Lodi. Parcheggi per la sicurezza? Ma al calare del buio si accende… la torcia del telefono

Tre scatti notturni in via della Costa a Lodi
LODI – Da settimane in via della Costa, proprio di fronte alla Casa Circondariale, sono comparsi nuovi parcheggi a strisce gialle. Non per tutti: si tratta di stalli riservati esclusivamente alla Polizia Penitenziaria, introdotti dal Comune in collaborazione con le autorità penitenziarie locali. L’intervento è stato presentato come una risposta “istituzionale” alle esigenze di sicurezza: più controllo, più presidio, più efficienza. Tutto giusto, tutto condivisibile. Ma di quale sicurezza stiamo parlando, esattamente?
La sera cala… e la sicurezza si spegne
Perché se è vero che si cerca di costruire una sorta di “cintura di sicurezza” attorno al carcere – come dimostra anche l’assegnazione dedicata dei parcheggi – è altrettanto vero che via della Costa, la sera, diventa una zona buia e desolata. L’illuminazione è scarsa o del tutto assente, e non serve certo un esperto in sicurezza urbana per sapere che una zona non illuminata è automaticamente una zona insicura.
Chiunque passi di lì al calar della sera, lo sa. Ragazze e donne spesso costrette ad accendere la torcia del telefonino per farsi luce. Passanti che accelerano il passo per non restare troppo a lungo in quella “zona d’ombra” urbana. In un contesto del genere, parlare di sicurezza appare – nel migliore dei casi – una mezza verità, nel peggiore, una contraddizione in termini. Ora che c’è la bella stagione, figuriamoci nei mesi invernali quando il buio arriva già nel pomeriggio.
A peggiorare la situazione, le condizioni del marciapiede lungo quel tratto: superficie irregolare, buche, asfalto rattoppato. Nulla di clamoroso, ma abbastanza da compromettere il passaggio pedonale, soprattutto quando cala la luce. In un’area così sensibile, frequentata da agenti, cittadini, visitatori e familiari dei detenuti, anche questi dettagli dovrebbero rientrare nel concetto più ampio di “sicurezza urbana”.
Il Comune si è mosso (e su richiesta), istituendo posti auto riservati agli agenti, sulla base del Codice della Strada e del Piano della Sosta. Ma mentre lo fa, ignora totalmente un’altra emergenza, ben più visibile – o meglio, invisibile: l’assenza di luce. E con marciapiedi in condizioni precarie, la percezione di insicurezza si amplifica.
Non si può pensare alla sicurezza pubblica solo in termini di parcheggi. Se davvero si vuole proteggere il personale, i residenti e chiunque transiti in via della Costa, allora servono anche lampioni funzionanti, pavimentazione adeguata e ambiente urbano dignitoso. Perché al momento, più che una “zona sicura”, quel tratto, in certe ore, somiglia a un vicolo cieco e dimenticato.
Ribadiamo: nessuno mette in discussione l’importanza della vigilanza penitenziaria o la necessità di garantire spazi dedicati agli agenti. Ma non può esistere sicurezza urbana senza un minimo di pianificazione coerente e visione d’insieme. Una via senza luce e con marciapiedi sconnessi è una via insicura, punto. E non basta una striscia gialla sull’asfalto per cambiare questa realtà.
Se via della Costa è parte di un progetto di presidio istituzionale, allora lo si completi. Con l’illuminazione, con la manutenzione, con una presenza reale che renda quella zona vivibile, per tutti, anche di sera. Perché oggi, purtroppo, la sicurezza lì non si vede. Anzi, è proprio il caso di dirlo: è al buio.


