Home Cronaca Zelo. Pregiudicato campano denunciato per truffa dello specchietto

Zelo. Pregiudicato campano denunciato per truffa dello specchietto

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I Carabinieri di Zelo Buon Persico al termine di opportuni e approfonditi accertamenti, hanno deferito alla Procura della Repubblica di Milano F.A., un 45enne pregiudicato campano residente a Napoli, responsabile della “truffa dello specchietto”.

Le indagini hanno preso il via il 20 novembre scorso quando D.T.A., 28enne zelasca, dopo aver realizzato di essere stata truffata, ha denunciato ai carabinieri che la sera del giorno prima, mentre si trovava in Via Marescalchi di Milano alla guida della propria monovolume Volkswagen, era stata invitata a fermarsi da un altro automobilista che le contestava il danneggiamento dello specchietto laterale della propria Fiat 500. La donna, dispiaciuta per l’accaduto sebbene per nulla convinta di aver effettivamente urtato l’altra macchina, si è fatta comunque convincere dall’uomo a prelevare da un vicino bancomat e consegnargli 250 euro, cifra necessaria, a dire dell’uomo, per sistemare la questione seduta stante senza interessare le rispettive assicurazioni per evitare inutili perdite di tempo e burocrazia, vedendolo sparire subito dopo con il maltorto. Immaginando di essere stata vittima di una truffa ha raccontato l’accaduto ai Carabinieri, i quali grazie a un lungo, paziente e impegnativo lavoro, concentrandosi sulle numerose immagini registrate dalle telecamere comunali presenti lungo il tratto di strada milanese in questione, hanno smascherato l’identità del truffatore, individuando prima la macchina della parte offesa e poi la Fiat 500 del malvivente, scoprendo che la stessa era intestata alla madre dell’autore. La ragazza ha avvalorato ulteriormente l’attività d’indagine riconoscendo con certezza il soggetto fra le varie fotografie visionate.

Per altro, F.A., gravato da foglio di via obbligatorio con divieto di far ritorno nel comune di Milano, oltre che per truffa, reato contemplato dall’art. 640 del c.p., è stato denunciato anche per violazione dell’art. 76 comma 3 D.L. 159/2011.