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WALESA: FUTURO NEI GIOVANI E NELLA TECNOLOGIA. ITALIA PAESE TRISTE. CAMBIAMENTO? BASTA VOLERE – (FOTOGALLERY)

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[nggallery id=20]Lodi, 7 ottobre – Il Nobel per la Pace, leader di Solidarnosc, Lech Walesa, in visita nel Lodigiano, dopo la tappa di ieri sera a Retegno di Fombio alla messa per la pace, è giunto stamattina poco dopo mezzogiorno a Lodi per incontrare le istituzioni provinciali e alcune classi di studenti delle superiori. A fare gli onori di casa il presidente della Provincia, Pietro Foroni, che ha introdotto, dopo i ringraziamenti di rito, l’intervento di Walesa: «Noi tutti la ringraziamo per quello che rappresenta nella storia, per i valori fondamentali e per le prospettive di sviluppo che ha sempre divulgato sia come lavoratore che come esponente politico. Valori quanto mai attuali, la nostra sfida per il futuro».

Il Nobel ha poi preso la parola, rivolgendosi direttamente agli studenti presenti in sala: «Stiamo entrando in una nuova epoca. Io sono fermamente deciso ad invogliare e coinvolgere i giovani – riferendosi alla situazione in cui versa l’Italia e l’Europa – . Consapevoli della crisi che attraversa il vostro Paese e il mondo, voi che siete liberi dai gravami del passato, cercate di riflettere su quello che sta accadendo intorno a voi perchè il futuro non si fà da solo, ma va creato con persone libere e volenterose!»

«Se non si cambia l’ottica di sviluppo cadremo sempre nelle stesse situazioni. Vorrei vivere gli ultimi anni su questa Terra in un’Europa libera, leggera, senza crisi. Mi auguro che la nuova generazione – continua appassionatamente Walesa –  riesca ad ottenere risultati. Fate continuamente incontri, quanti più possibile e con più persone possibile, anche le più disperate: nel confronto sta la soluzione per poter cambiare. La nuova generazione sarà più capace di noi. Avete tutte le possibilità, non sprecate questa occasione!»

«La Civiltà richiede nuovi valori. L’Europa deve metterli in atto… Hanno scritto un librone piene di regole, ma che è stato dimenticato in un cassetto. Ci hanno detto: “adoperatelo!”… Ma tutte queste regole, per essere efficaci, devono entrare dappertutto, nei governi, nei tribunali, in tutte le istituzioni e nelle associazioni.

Su quale economia dobbiamo basarci? Certamente un mercato libero, con meno disonestà, non con il capitalismo moderno perchè oggi non reggerà, perchè continuando così avrà luogo l’anarchia come in Egitto e negli altri paesi del Nordafrica. Se non si cambia tra poco succederà anche in Europa!»

Sulla politica attuale, preciso e diretto al nocciolo del problema, il presidente si è espresso forte e chiaro: «Oggi si prendono in giro i politici… Mancano politici capaci di trascinare. Le persone non vogliono più essere imbrogliate. Dovete – rivolgendosi nuovamente ai ragazzi – creare la nuova strada attraverso il dibattito, occupate il dibattito! Dovete essere in grado di modificare le strutture, occorrono soluzioni adatte ai tempi!»

Alla domanda di un giornalista, su come è stato accolto in Italia e come ha trovato il Paese, Lech Walesa, non usa troppi preamboli: «Mi aspettavo più entusiasmo e gioia per le strade… L’ho trovato un paese triste e tormentato, scorgo inquietudine nel vostro Paese. Qualcosa qui non va».

Ad un’altra domanda poi,  in merito al futuro del ‘sindacato’ come istituzione, se va riformato e se ha ancora senso che esista, il Nobel afferma: «I sindacati erano, sono e saranno sempre necessari, ma devono cambiare strategia di lotta. Io aspetto da vent’anni che i sindacati cambino».

«Esorto tutti ad utilizzare i preziosi mezzi tecnologici, i computer e Internet. Dovete creare un sistema per affrontare i conflitti. Un sistema in equilibrio, un triangolo dai lati uguali: sindacati e organizzazioni, mezzi di produzione e rappresentanti dello stato. Questi, in seguito e insieme, potranno scegliere le strategie e le tecnologie adeguate. In questo ruolo il sindacato è indispensabile».

«Se io avessi avuto la vostra istruzione e i vostri mezzi – conclude Walesa, con tutto il suo carisma, ancora rivolgendosi agli studenti – avrei fatto molto di più! Avete a disposizione i computer e quant’altro. Per cambiare basta ‘voler volere’! Poi occorre Solidarietà, che non è nulla più di chiedere aiuto quando non si può far da soli. E questo vale su scala mondiale. Ovunque urge la solidarietà. Basta darsi da fare, non aspettate che qualcuno “farà”, così in Italia si avrà una nuova Solidarnosc e, magari, qualcuno prenderà il premio Nobel»

Nel pomeriggio il leader di Solidarnosc si è poi recato a Palazzo Broletto per incontrare le rappresentanze comunali e ricevere la cittadinanza onoraria. Ed infine, ultima tappa, al Bipielle Center dove Walesa ha incontrato la comunità polacca locale.

Foto: Paolo Sartorio e Matteo cavalleri per Lodinotizie.

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