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Vino, le doc fanno volare l’export lombardo

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Vola l’export del vino lombardo. Nel 2010 – spiega Coldiretti sulla base dei dati diffusi dalla Regione – l’estero, in particolare Francia, Germania e Stati Uniti, ha rappresentato un volume d’affari di 184 milioni di euro (con un saldo positivo di 84 milioni di euro rispetto alle importazioni) generato da una superficie a vigneto di oltre 24 mila ettari, con più di 40 fra docg, doc e igt. Le denominazioni di origine rappresentano il 59 per cento della produzione totale, contro una media nazionale del 35 per cento. La Lombardia è al terzo posto in Italia, dopo Piemonte e Toscana, per numero di certificazioni.

“Si tratta di un patrimonio di grande importanza non solo economica, ma anche culturale e ambientale – spiega Nino Andena, Presidente di Coldiretti Lombardia – che al prossimo Vinitaly che si apre il 7 aprile a Verona saprà raccontare al meglio il nostro territorio. L’origine, anche nel vino, come per tutta la filiera agricola italiana rappresenta un criterio basilare di identificazione e valorizzazione”.

Il vino lombardo rappresenta quasi il 3 per cento della produzione nazionale e può vantare diverse zone di eccellenza (dalle colline di San Colombano alla Franciacorta bresciana, dalla  Bergamasca all’Oltrepò Pavese, dalla Valtellina al Mantovano) che vengono attraversate da oltre duemila chilometri di percorsi enogastronomici dedicati.

“La sfida del futuro – ha detto l’assessore regione all’agricoltura Giulio De Capitani durante la presentazione questa mattina a Milano dello stand lombardo al prossimo Vinitaly – è quella di vini di sempre maggiore qualità e di un’educazione anche delle nuove generazioni al bere consapevole e alla conoscenza della tradizione del vino, che è un pezzo di valore della nostra storia”.