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Veterinari, Baffi: «Nel Lodigiano numeri ancora troppo bassi»

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“Nel nostro territorio mancano i veterinari. Non lasciano dubbi i numeri negativi riportati dalle tabelle del fabbisogno dei distretti veterinaria da cui si evince che nell’alto lodigiano servirebbero 18 medici e non si arriva alle 12 unità, e anche nel basso lodigiano, dove ne servirebbero 24, non si arriva alle 12 unità piene”.

Lo afferma Patrizia Baffi, vice capogruppo del PD che in Consiglio regionale segue le commissioni Sanità e Agricoltura, riportando i dati ufficiali del 2018 provenienti dalla direzione sanitaria dell’Ats.

“Con il direttore sanitario e il direttore di distretto di veterinaria dell’Ats ho già avuto modo di esporre la questione lo scorso luglio, durante un incontro, ma ora ho richiesto a Regione Lombardia se è percorribile la strada di nuove assunzioni, anche svincolando le risorse provenienti dall’applicazione del decreto legislativo 194/08 che disciplina le modalità di rifinanziamento dei controlli sanitari, consentendo così di incrementare il budget per il personale. In caso positivo, auspico naturalmente che si tenga conto di questi dati e che si investa soprattutto dove esiste una maggiore necessità” dice Baffi che nei giorni scorsi ha inviato una lettera al direttore generale Welfare e al dirigente dell’unità organizzativa Veterinaria di Regione Lombardia per richiamare l’attenzione su una questione che diventa sempre più seria in un territorio che, come già sostenuto per i medici di base, “presenta caratteristiche molto diverse rispetto alle realtà metropolitane, dove per altro, dalla medesima relazione dei bisogni, si evince un eccedenza di risorse rispetto alle prestazioni, come per esempio a Milano città nord, dove c’è un fabbisogno di 5 medici e ve ne sono 10”.

“A fronte di una intensa attività agricola, con vaste aree e numerosi allevamenti, il lodigiano si ritrova dunque paradossalmente senza il numero adeguato di veterinari rapportato al numero di prestazioni effettuate. Una situazione che bisogna assolutamente riportare alla normalità” conclude Baffi.