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Verde in città, dopo i giardini verticali sono in arrivo gli orti a parete

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Non più solo a terra o sul balcone. Da oggi la verdura cresce anche sui muri di casa. E’ l’ultima frontiera della “passione per la zolla” in una regione come la Lombardia dove, stima Coldiretti, i terrazzi coltivati sono oltre un milione, mentre in Italia il 37% dei cittadini dedica parte del tempo libero alla cura del verde. Erbe aromatiche come prezzemolo o rosmarino, insalata e fragole sono solo alcuni degli elementi che possono comporre un orto a parete fai da te, a cui aggiungere magari peperoncini e legumi.

Su un pannello assorbente, spesso alcuni centimetri – spiega Fabiano Oldani, esperto florovivaista in provincia di Lodi – si creano delle sacche in cui inseriremo le nostre orticole, insieme a del terriccio di buona qualità”. La disposizione non può essere casuale – spiega Coldiretti Lombardia – le piante che si sviluppano verso l’alto dovranno stare nella parte superiore del pannello, viceversa quelle che tendono verso il basso saranno sistemate negli spazi inferiori. “Una volta completato – spiega Oldani – l’orto si appende al muro come un vero e proprio quadro, bello da vedere e facile da raggiungere”.

E se gli orti a parete sono la novità del momento – dice Coldiretti Lombardia – quella dei giardini verticali sui muri degli edifici sta diventando una tendenza consolidata: “I primi esempi sono stati in Francia – conferma Angelo Vavassori, direttore di Assofloro Lombardia – ma adesso si possono vedere anche in alcune città italiane, come ad esempio Milano”.

Per una parete interna a giardino vanno bene tutte le piante che necessitano di un’annaffiatura regolare e di una temperatura tra i 15° e i 20°, mentre per l’esterno sono ottime le rampicanti e le erbacee perenni. “I vantaggi sono notevoli – spiega Vavassori -. Questi “muri verdi”, infatti, filtrano l’aria, generano un microclima salutare e migliorano l’estetica dell’ambiente in cui si trovano”.

Sia i giardini verticali, che gli orti a parete richiedono cure e attenzioni quotidiane – spiega Coldiretti Lombardia – meglio quindici minuti al giorno che due ore a settimana. Non devono mai mancare: l’acqua, la luce e il concime.