Cronaca

Un pomeriggio di furti: tre giovani studentesse all’assalto dei negozi

Sabato pomeriggio i Carabinieri di Sant’Angelo Lodigiano, sono intervenuti all’interno di un noto esercizio commerciale di scarpe, presente all’interno del centro commerciale di Pieve Fissiraga, poiché tre ragazze sono state fermate dal personale di sicurezza mentre hanno tentato di superare le barriere antitaccheggio con delle calzature rubate.

Le ragazze M.L.D., 20enne domiciliata a Sant’Angelo Lodigiano, V. 18enne di Lodi Vecchio e B. 18enne residente a Casalpusterlengo, tutte e tre studentesse, si erano incontrate nel pomeriggio nella galleria commerciale, dove hanno deciso di trascorrere il tempo asportando diversa merce da più negozi di abbigliamento, cosmetica e scarpe presenti nella galleria.

E’ stato però un taccheggio ben nascosto in un paio di scarpe a rovinare loro la festa, infatti mentre uscivano tranquille dall’ultimo negozio “visitato”, è scattato l’allarme, facendole fermare e bloccare dalle commesse presenti e dalla vigilanza.

Le tre ragazze, inizialmente molto poco collaborative, mediante scuse banali hanno provato a giustificare l’allarme suonato con una vecchia etichetta presente nella loro borsa, ma rifiutando di aprirle. Compreso però che stavano arrivando i Carabinieri, hanno consegnato spontaneamente 6 paia di scarpe, per un valore di 160 euro, che le tre avevano nascosto nelle rispettive ampie borse da passeggio.

All’arrivo dei militari, l’ulteriore perquisizione personale ha consentito di rinvenire, sempre nelle borse, diversi pezzi di intimo donna, sciarpe, prodotti cosmetici, accessori moda vari e monili per un valore complessivo di circa 400 euro.

Nell’arco di un’oretta le tre ragazze si sono introdotte in quattro negozi e guardandosi le spalle l’una l’altra hanno asportato tantissima merce, successivamente restituita ai vai aventi diritto.

Le tre novelle ladre, sono state quindi accompagnate alla Stazione Carabinieri di Sant’Angelo, dove sono state denunciate in stato di libertà per furto aggravato in concorso, reato che prevede la reclusione da due a sei anni e della multa fino a 1.500 euro. Al termine delle formalità di rito sono state affidate ai genitori.


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