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Tracollo dell’economia: Lodi peggio di Como

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Un tracollo per l’economia di Como. Un vero collasso. È quanto emerge dai dati presentati ieri all’assemblea dei presidenti delle Camere di Commercio, che si è tenuta a Firenze.  Peggio di Como, tra le province lombarde, soltanto Lodi. Unioncamere ha stilato una graduatoria delle province, in base al Pil (prodotto interno lordo) pro capite nel 2009. L’indagine ha evidenziato anche il confronto con la posizione occupata da ogni città nel 1995.
Como perde ben venti posizioni. Per trovare il nome della provincia lariana occorre scendere fino alla casella numero 46. Il valore assoluto del prodotto interno pro capite ammonta a 26.702 euro. A rendere dolorosa la retrocessione è il confronto con le altre province della Lombardia. A partire da Milano, che occupa oggi, così come nel 1995, il primo posto della classifica nazionale, con i suoi 36.530 euro di Pil pro capite.

Ambrogio Taborelli, presidente dell’Unione Industriali, non cede a facili allarmismi e ancora meno all’autocommiserazione. Anzi: fornisce una lettura organica dei dati. «Il fatto stesso che Lodi perda ventuno posizioni – commenta – significa che la crisi del tessile non è una spiegazione. Lodi, infatti, ha un’economia agricola. È innegabile che stiamo soffrendo, ma sono sempre scettico su alcuni raffronti. Noi comaschi siamo un popolo attento e risparmiatore; in tempi di crisi, gli imprenditori preferiscono chiudersi a riccio per proteggere il posto dei dipendenti. A Como la cassa integrazione è stata pesantemente utilizzata, ma abbiamo perso meno posti di lavoro». (…) «La graduatoria di Unioncamere – prosegue Taborelli – denuncia semmai che a pagare la crisi sono le province manifatturiere. La congiuntura ha colpito con violenza proprio le province che lavorano di più. Le province legate a posti pubblici, dove il lavoro è più sicuro, non hanno perso una sola posizione in classifica».

(tratto dal Corriere di Como)