Home Territorio Lodigiano Tessere e Congresso Pdl, Soldati: «Siamo ai saldi di fine stagione?»

Tessere e Congresso Pdl, Soldati: «Siamo ai saldi di fine stagione?»

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Mauro Soldati, segretario provinciale PD

“Mi aspetto che qualche militante nel Pdl, prima o poi, faccia sentire la voce di chi si impegna realmente per quel partito. Non capisco, infatti, come possa passare in silenzio il mercato che si è aperto sul tesseramento” . Così Mauro Soldati (in foto), Segretario Provinciale Pd del Lodigiano, in merito alle notizie apparse sulla stampa che danno il Pdl alla frenetica ricerca di tesserati da poter pesare in vista dell’imminente congresso provinciale.

“E’ un problema che può riguardare tutti e a casa propria ognuno fa quel che vuole – dichiara Soldati – ma di sicuro è strano vedere che sino a pochi giorni dal congresso del Pdl sia possibile iscriversi e pesare nelle decisioni. Da noi, al congresso, possono votare solo gli iscritti che hanno rinnovato rispetto all’anno precedente, unitamente ai nuovi tesserati che abbiano provveduto all’iscrizione entro una certa data, generalmente distante diversi mesi dalla convocazione del congresso. E’ una regola elementare che serve per garantire la trasparenza delle decisioni e per evitare che possibili capibastone si mettano in tasca un numero di tesserati sulla base delle proprie disponibilità e dei propri obiettivi personali”.

Dal Pd fanno sapere di guardare con molta attenzione al congresso provinciale del Pdl, se non altro per avere conferma o meno dei soggetti che si confrontano per il coordinamento politico e istituzionale del territorio, visto che nei mesi scorsi diversi esponenti (soprattutto ex An) hanno tentato in più occasioni di mettere in discussione la linea del partito.

“Di sicuro tutti i partiti hanno problemi interni nella definizione dell’amalgama ideale, ma l’impressione che ho a livello locale è che il Pd sia avanti anni luce rispetto alla situazione interna che caratterizza il Pdl”.

Ufficio Stampa Federazione Pd del Lodigiano

3 COMMENTI

  1. A prescindere da quello che dice il segretario del PD che soffre,
    come tutta la sinistra, di un complesso di superiorità e si sente
    autorizzato a dare voti ( pardon rating come le famose agenzie )
    agli altri, è vero che come è concepito il regolamento del congresso
    PDL ritengo sia ampiamente superato dai tempi e tenda solo a
    conservare uno status quo senza una vera apertura all’alla società. Io proporrei quanto segue: i candidati alla segreteria
    riservato agli iscrittti da almeno un’anno; i votanti tutti i cittadini
    italiani che abbiano compiuto diciott’anni.
    Angelo Bassi