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Teatro lodigiano in trasferta. Compagnia Selvagreca a Milano con “Tutta colpa degli uomini”

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Una tragedia buffa, più che una tradizionale commedia degli equivoci. L’originale rivisitazione di Selvagreca della pièce “Tutta Colpa degli Uomini” di Francesco Brandi approda domenica 6 ottobre a Milano, nell’ambito del Premio Teatrale Santo Domingo, dopo aver fatto ridere e commuovere le platee di diversi teatri del lodigiano, Alle Vigne incluso.

Diretti da Nicola Ciulla (poliedrico artista di origini palermitane con alle spalle una lunga carriera da interprete e da regista, dal canto lirico all’opera, dalla prosa teatrale al musical), i 6 attori di Selvagreca (compagnia nata a Lodi quasi dieci anni fa) interpretano personaggi intenti pazzamente ad arrabattarsi alla ricerca di un equilibrio sentimentale, di un punto di riferimento esistenziale che non sia il meno convincente dei compromessi.

I binari su cui la trama si dipana seguono le vicende dei rispettivi protagonisti: Cecilia (interpretata da Nicla Colombo), eterna ragazza al suo cinquantesimo compleanno, pasticciona e romantica, cerca le sue risposte ai continui fallimenti amorosi (e lavorativi) nella saggistica psicological-trash; Laura (Ester Zaniboni), sua amica e coinquilina, in fuga totale dagli uomini, sente (o prova a inventarsi?) un’improvvisa omosessualità; Martina (Giulia Donato), giovane e volitiva farmacista, provoca invece continui shock emotivi al futuro sposo per testare se si stia sposando per amore o per inerzia. Tre donne insoddisfatte e irrequiete, al tempo stesso vittime e carnefici degli uomini che ruotano attorno ad esse.

Ma chi sono questi uomini? Piero (Filippo Nardozza)mentore cinico e filosofico di Laura, che si rivela essere un giocoso deus ex machina di tutta la vicenda; Sergio (Marco Marchi) – fratello di Cecilia, in bilico tra la sua estrema razionalità e l’instabilità che gli procura la vita; Salvatore (Roberto Fiamingo, al suo debutto) – pasticciere bonaccione e invadente, ma animato da una improbabile saggezza. Agli uomini (quelli in scena e non solo) le tre donne attribuiscono qualsiasi tipo di colpa, confermandosi però (ognuna a suo modo) teneramente e disperatamente innamorate dell’Amore, cui sono pronte a sacrificare tutto purché dia loro un segno miracoloso della sua esistenza.

La leggerezza del testo è valorizzata da una regia e da una rilettura della pièce fresca e brillante, che trasmette all’opera ritmo e un velo di poesia, anche grazie ad alcuni non troppo espliciti stratagemmi narrativi, supportati dalla scenografia realizzata da Angelo Ferrari e da Luciano Patrini.

La Compagnia Teatrale Selvagreca, con ormai diversi anni di storia alle spalle su palcoscenici lodigiani, lombardi e oltre, ha affrontato nel tempo sia testi classici rivisitati (è il caso de Il Malato Immaginario di Molière, selezionato al Festival del Teatro Amatoriale del Nuovo di Milano), sia contemporanei (uno su tutti, Il Clan Delle Vedove – Tre donne e una catena, che debuttava con successo 6 anni fa alle Vigne, in occasione della festa della donna).

Appuntamento dunque domenica 6 ottobre al Teatro Santo Domingo, Milano. Per info e prenotazione biglietti: 02 2619100.