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Teatro. Il 9 gennaio Citas a ciegas (Confidenze fatali) con Gioele Dix

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Mercoledì 9 gennaio alle 21 al Teatro alle Vigne di Lodi (0371 409 855 www.teatroallevigne.com) il quarto spettacolo della Stagione di Prosa, Citas a ciegas (Confidenze fatali), di Mario Diament, con Gioele Dix, Laura Marinoni, Elia Schilton, Sara Bertelà, Roberta Lanave, scena Gianmaurizio Fercioni, luci Camilla Piccioni, costumi Nicoletta Ceccolini; traduzione, adattamento e regia Andrée Ruth Shammah.

Produzione Teatro Franco Parenti e Fondazione Teatro della Toscana.

 “Un thriller appassionante, un avvincente intreccio di incontri apparentemente casuali dove violenza, inquietudine e comicità serpeggiano dentro rapporti d’amore[…].Credo che questa storia sia molto vicina alla nostra esperienza quotidiana.  In molte affermazioni e riflessioni dei personaggi si può intravedere qualcosa di sé, qualcosa in cui riconoscersi ” (A.R.Shammah).

   Un uomo cieco è seduto su una panchina di un parco a Buenos Aires. È un famoso scrittore e filosofo – chiaramente ispirato all’autore argentino Jorge Luis Borges. Quella mattina, la sua meditazione viene interrotta da un passante: da qui una serie di incontri e dialoghi, che svelano legami sempre più inquietanti, misteriosi e a tratti inaspettatamente divertenti.

È un testo semplicissimo e complesso allo stesso tempo – sottolinea Gioele Dix –, non può non piacere, anche perché c’è una trama fitta di incroci, dove le cose che non succedono    in   questo mondo magari succedono in una versione parallela della realtà. Può apparire statico ma dentro possiede una dinamica affascinante. Un vero scavo in profondità, che mette in crisi le certezze”.

 Come Borges, che crebbe parlando e scrivendo in inglese e spagnolo e visse in diversi paesi, Diament è uno scrittore interculturale, un emigrato e un esule che scrive della e sull’Argentina, sull’identità e l’isolamento, come fece il grande poeta argentino.

I sudamericani sono maestri del tragicomico e del realismo magico. Questa è una storia dalle possibilità infinite” (L. Marinoni)..

Così la critica:  

un testo molto sudamericano, molto argentino sia nel gioco di destini incrociati che ne scandisce la trama, sia nel fatto che al centro di essa c’è proprio il padre nobile degli scrittori argentini, Borges […] La regia della Shammah l’affronta con una sorta di eleganza sospesa, sul filo  dell’inespresso. (R.Palazzi – Il Sole-24 Ore)


Ultimi biglietti disponibili, da € 19 – acquistabile online; e in Teatro, lun-ven. 17-19.

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 A prima vista, gli incontri e dialoghi sembrano susseguirsi in modo sparpagliato, come estranei che discorrono del potere della casualità contro quello del destino, e l’idea di universi paralleli. 

    Eppure, nell’insieme, questi personaggi apparentemente senza relazione, si connettono. Nel corso di queste semplici scene, Diament evoca due piani paralleli dell’immaginazione, uno nel passato, uno nel presente che succede fuori dalla scena, pieno di personaggi e incontri – alcuni appassionati, alcuni poetici, e uno di una violenza brutale. Il risultato è un insieme di idee, passioni e umore, intrecciati tra loro con maestria.

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    Mario Diament, drammaturgo, giornalista, romanziere, saggista. Nato a Buenos Aires nel 1942, ha vissuto a New York e in Israele prima di stabilirsi a Miami, dove insegna da parecchi anni giornalismo e comunicazione all’università.

    Ha vinto diversi premi nazionali e internazionali per i suoi  oltre trenta lavori teatrali (tra cui  Crónica de un secuestro, El Invitado, Interviú (Tango perdido), Esquirlas, El libro de Ruth, Cita a ciegas, Un informe sobre la banalidad del amor, Por amor a Lou, Tierra del fuego y Guayaquil: una historia de amor), che sono stati rappresentati in tutta l’America Latina, gli Stati Uniti, l’Europa  (incluso il celebre Festival di Avignone) e l’Australia.

    E’ autore inoltre di romanzi (tra cui El ExilioMartín Eidán)  e di saggi come Conversaciones con un judíoEl Hermano Mayor – Crónicas norteamericanas.

    Ha  collaborato con importanti quotidiani, prima come corrispondente dagli Stati Uniti, dall’Europa, dal Medio Oriente; poi con incarichi a La Opiniòn (caporedattore), El Cronista (direttore), Expreso (direttore), Clarin e il Nuevo Herald di Miami.

 

    Cita a ciegas è il suo testo più rappresentato. Considerato il suo capolavoro è stato per cinque anni in cartellone a Buenos Aires e in molti teatri del Sud America. Negli Stati Uniti è andato in scena a New York, Miami, Washington, Dallas; in Europa a Parigi, Stoccolma e in Ungheria. Nel 2019 è previsto un allestimento a Madrid.

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La Stagione di  Prosa del Teatro alle Vigne prosegue il 14 febbraio con Misantropo, di Molière, con Giulio Scarpati e Valeria Solarino.