Appuntamenti

Teatro, fuori abbonamento: Ture Magro in Malanova

Mercoledì 21 novembre alle 21 al Teatro alle Vigne di Lodi (0371 409 855 www.teatroallevigne.com), per gli spettacoli fuori abbonamento, Ture Magro in Malanova, drammaturgia Flavia Gallo e Ture Magro.  Miglior Spettacolo al Festival Inventaria 2017 e Premio del Pubblico al Festival Avvistamenti Teatrali.

Il  testo su cui si basa  lo spettacolo, scritto da Scarfò e Zagarìa, è stato tradotto in Germania, Francia, Olanda, Russia e Grecia.

 In occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza sulle Donne –  in collaborazione con l’Assessorato alle Pari Opportunità – Comune di Lodi.

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Biglietti: € 10, in vendita online e  in Teatro (lun-ven-17-19).  

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    Cosa è una malanova? È una cattiva notizia. Qualcosa che avresti voluto non sapere. Chi è Malanova? Una ragazzina. La sua storia ce la racconta un giovane uomo, Salvatore, che ricorda di averle voluto bene, di averla desiderata e di averla ritrovata dentro ad una storia di violenza sconvolgente. Salvatore attraversa a piedi le piazze e i vicoli stretti, ascolta le donne parlare di matrimoni, battesimi e funerali, partecipa alle feste e ai riti di sempre e si interroga sulle cose viste e sentite, sul rispetto, sull’onore. Salvatore ci farà partecipi di quel sopruso più sottile, subdolo, sotterraneo che passa per i gesti di tutti, che si muove attraverso una parola che mal nutre una mentalità incarnata, quasi impossibile da scorporare. Quasi impossibile.

    Malanova è il tentativo fatto a quattro mani da due autori teatrali, un uomo e una donna, che hanno deciso di non nascondere mai la propria stessa fragilità, perfettamente in accordo nel voler trasformare

la retorica della denuncia in una indagine al maschile, un’esplorazione edipica sulla responsabilità, sulla convivenza e sull’essere coinvolti, come esseri umani, in una trama di fondo che ci rende tutti ugualmente responsabili della vita degli altri.

    Malanova, storia cruda e inenarrabile, ma edificante come tutte le storie compiute e non puramente celebrative o provocatorie, è stata resa pubblica nei suoi particolari di cronaca nell’omonimo romanzo

scritto dalla stessa vittima,  Anna Maria Scarfò, assieme alla giornalista Cristina Zagarìa pubblicato da Sperling & Kupfer nel 2010.

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Ture Magro, già Nastro d’Argento 2009 e 2011 come sceneggiatore, dopo numerose interpretazioni con registi come Jurij Ferrini, Alberto Giusta, Pietro Carriglio, ha fondato nel 2009 la compagnia teatrale  Sciara Progetti Teatro, insieme ad un gruppo di giovani professionisti provenienti da diverse esperienze artistiche e professionali in ambito teatrale, cinematografico e della psicologia. Negli ultimi anni ha ricevuto numerosi premi ed ha portato il proprio lavoro e i propri spettacoli in tutta Italia, in Germania e Sud America. Nata in Sicilia, dopo numerose esperienze all’ estero, la compagnia si è stabilita in Emilia Romagna, dal 2015 ha sede operativa nel Teatro Verdi di Fiorenzuola d’Arda, e dal 2016 è riconosciuta e sostenuta dalla Regione Emilia Romagna.

 

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     Nel 2010 Anna Maria Scarfò  con Cristina Zagarìa pubblicano per Sperling & Kupfer  il testo alla base di questo spettacolo. È una storia forte quella di questa ragazza calabrese, diventata la “Malanova”, la cattiva notizia del suo paese quando, dopo tre anni di abusi e minacce, decide di parlare denunciando i suoi aggressori.

    Zagarìa è  giornalista di Repubblica; tra i suoi libri, diMiserere: vita e morte di Armida Miserere, L’osso di Dio, Veleno.      

     La vittima – A.M. Scarfò –  parla, abbattendo il muro dell’omertà e svelando una storia di abusi ripetuti, minacce e violenze. Ma a parlare è anche “il paese”, quegli abitanti di San Martino di Taurianova che non hanno creduto ad Anna Maria, ma si sono schierati con i “padri di famiglia, lavoratori, muli da lavoro” che per tre anni hanno abusato di lei, nonostante le condanne inflitte dai giudici agli aggressori della ragazza. Voci e parole gonfie di accuse quelle dei concittadini, che “si infilano nelle fessure dei muri, sotto la porta” della sua piccola casa.

     La colpa di Annamaria è aver deciso di rompere il silenzio quando il branco ha minacciato di “prendere” anche sua sorella più piccola. Comincia così la sua lunga lotta nelle aule dei tribunali, dove la ragazza troverà giustizia. Ma il riscatto non arriverà perché il paese ha per Anna un’altra sentenza. La ragazza sarà costretta a vivere sempre più isolata, denigrata, minacciata assieme alla sua famiglia. Accusata di aver attirato le telecamere dei giornalisti trasformando un piccolo comune in un “paese di stupratori” e infine, dopo continue minacce di morte, costretta ad abbandonare San Martino di Taurianova per trasferirsi altrove.

    Oggi Anna Maria ha 32 anni, dopo un lungo periodo nel programma di protezione testimoni. E riflette: “Ora che tutti sanno la verità è peggio. E’ come se fossi io ad aver sbagliato. E allora, anche solo per un attimo, mi chiedo: Cos’era meglio? La risposta è sempre la stessa e immediata: Meglio questo, meglio ora. Sto male, sta male tutta la mia famiglia, ma meglio ora”.

    Quella di Malanova è una storia vera raccontata con forza, una storia triste ma che dà coraggio quando sprona a ribellarsi agli abusi, alle violenze, all’ignoranza. Un vero e proprio manifesto di liberazione quello di Anna Maria, “la Malanova per chi ha paura di denunciare, di rompere il silenzio, di cambiare”.

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Prossimo spettacolo fuori abbonamento il  29 novembre con Il fu Mattia Pascal, di Pirandello,  con  Mino Manni.


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