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Tavazzano. Il cedro è pericoloso va abbattuto ma verranno piantumati 20 nuovi alberi

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Davide Canepa, il sindaco Francesco Morosini e l'assessore Elena Ercoli

Tavazzano. Il cedro è pericoloso e va abbattuto, ma verranno piantumati 20 nuovi alberi. E’ la scelta inevitabile dell’amministrazione comunale che a malincuore deve dire addio al cedro storico a ridosso della scuola elementare. Sono troppo gravi i danni subiti a causa della tromba d’aria dello scorso agosto. In una lunga conferenza alla quale erano presenti anche rappresentanti dell’opposizione, il sindaco Francesco Morosini con l’assessore alla cultura Elena Ercoli e l’agronomo Davide Canepa, professionista che ha redatto la relazione sullo stato di fatto, hanno spiegato le condizioni del grande albero e il perchè della scelta dopo aver valutato tre possibili opzioni.
Il primo cittadino ha premesso che nella perizia effettuata già a gennaio 2018 l’albero era stato classificato in classe “C” con il suggerimento di ripetere la perizia l’anno successivo, poi non eseguita. In seguito la perizia di Canepa, ad ottobre 2019 dopo la devastante tromba d’aria agostana, ha declassato l’esemplare in fascia “D”, consigliandone l’abbattimento. “Un albero messo a dimora troppo a ridosso dell’edificio scolastico”, ha spiegato Canepa, e che ora è seriamente compromesso.

Le tre ipotesi: conservativa integrale con l’ausilio di appositi cavi aerei di ausilio dal costo di 15mila euro nell’arco di 5 anni; conservativa parziale con una riduzione del 50% del volume del cedro dal costo di 8mila euro ma che non garantirebbe nel corso degli anni a venire la vita dell’esemplare. Infine l’ipotesi che sarà la scelta dell’amministrazione di dire addio al cedro e mettere a dimora 20 nuovi alberi, coinvolgendo in tutto questo i bambini delle scuole primarie con lezioni a tema e la partecipazione alle piantumazione. Dagli alunni della 4ª è già arrivato inoltre un ottimo suggerimento per conservare il ricordo dell’ottantenne cedro: ricavarne una o più sculture che possano valorizzarne il suo legno.
Morosini a chiarito in modo aperto e condiviso come non si tratti di una scelta politica, ma puramente tecnica: “i costi di gestione aumenterebbero esponenzialmente rispetto al beneficio ambientale, che alla fine si perderebbe. Una scelta fatta con scienza e coscienza per spendere al meglio i soldi pubblici”.
Il sindaco ha inoltre sottolineato come questo cedro oramai sia diventato pericoloso per le persone e per le cose, per il tetto della scuola e per il sistema fognario intaccato dalle radici. Inoltre, prossimamente il tetto sarà rifatto con un investimento di 200-250mila euro e il rischio che l’albero, che svetta di diversi metri al di sopra dell’edificio, possa nuovamente arrecare danni ai manufatti, è troppo elevato.