Home Attualità Agricoltura Stagione positiva per il mais. Intervista ad Amedeo Cattaneo (VIDEO)

Stagione positiva per il mais. Intervista ad Amedeo Cattaneo (VIDEO)

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Ha utilizzato una varietà di mais del tutto particolare, il Waxy, messo a punto da Pioneer in maniera tradizionale senza utilizzare le tecnologie di modifica genetica degli organismi. Roquette Italia, azienda che opera a Cassano Spinola in provincia di Alessandria per tutto il nord Italia, ne ha ricavato una farina col 90% di amido, utile per diverse applicazioni dal campo farmaceutico a quello dolciario. Si tratta di Amedeo Cattaneo, imprenditore agricolo del nord Lodigiano e vice-presidente di Confagricoltura Milano, Lodi, Monza Brianza, che si è specializzato negli ultimi anni in monocolture, passando periodicamente dal mais all’orzo e alla soia.

Come è andata quest’anno la stagione del mais?

“Direi che quest’anno la stagione del mais è andata ‘ottimamente bene’. Io in particolare produco una varietà dedicata espressamente alle applicazioni industriali: è il Waxy, una linea non ogm che privilegia il quantitativo di amido presente nel chicco rispetto agli altri elementi costitutivi. Se ne ricava un prodotto base utilizzato per diverse applicazioni nei settori più diversificati, dalla farmaceutica ai prodotti da forno ed ai collanti.

Sul versante quantitativo, quest’anno, non ci si può assolutamente lamentare; la media – parliamo della zona produttiva che si sviluppa tra il sud milanese ed il lodigiano – si attesta attorno ai 147-150 quintali di mais per ettaro, con un tasso di umidità relativamente basso, attorno al 19-20 per cento.

Anche dal punto di vista qualitativo, abbiamo ottenuto un prodotto finale più che buono grazie all’assenza della pianalide e della diabrotica che, invece, negli anni scorsi avevano creato più di un problema. Non avendo dovuto trattare le piantagioni con prodotti chimici si è ridotta al minimo anche la presenza di micotossine od altre lesioni tipiche del mais. Quindi, nel complesso, quella del 2011 si profila come una stagione più che positiva per il mais”.

E sul versante del prezzo come sta andando?

“Inizialmente, nei mesi di luglio ed agosto, si era partiti con quotazioni piuttosto elevate che hanno raggiunto un massimo attorno ai 28 euro per quintale. Poi, col passare delle settimane, come sempre avviene ogni anno, le quotazioni si sono riequilibrate ed ora il mais viene contrattato attorno ai 21-22 euro al quintale, un prezzo che – tutto sommato – può andar bene al produttore. Rispetto ai costi legati alla produzione, infatti, resta ancora un buon margine di guadagno: è per questo che non possiamo ritenerci insoddisfatti della campagna 2011”.

Ma come si è sviluppata la stagione?

“Quest’anno il mese più critico si è rivelato il mese di luglio. Abbiamo registrato, infatti, in quelle settimane, una temperatura media piuttosto bassa rispetto agli anni passati ed agli standard annuali, col timore che ciò potesse provocare danni alle colture con un ritardo nella crescita delle piante e riflessi immediati sulla taglia finale. Invece, già per la granella non si sono registrati problemi significativi, mentre per l’insilato il mese di luglio decisamente meno caldo del solito sta influendo negativamente sulla resa complessiva: si tratta, comunque, di problemi contenuti. Altri ce n’erano stati a maggio, mese caratterizzato quest’anno da un prolungato periodo di assenza di piogge; la pianta che si stava sviluppando ha messo più radici che fusto, ma poi il mese di agosto ha riequilibrato tutto ed i risultati conclusivi, per quanto riguarda sia qualità che quantità del mais prodotto, si possono dire soddisfacenti”.