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Sentenza TAR. Guidesi: «Giù le mani dalle nostre tradizioni. Lombardi cristiani, mai musulmani». De Corato: «Referendum, parola ai cittadini»

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I comuni non possono redigere “Piani di governo del territorio” (Pgt), che considerino “servizi religiosi” solo quelli espressione dalla Chiesa cattolica, senza che gli stessi vengano messi sullo stesso piano delle altre confessioni presenti sul territorio. È quanto stabilisce una sentenza del Tar di Brescia emessa negli ultimi giorni, bocciando il Pgt varato nel 2012 dall’amministrazione della città e sul quale si era aperto un lungo contenzioso.

“Se la sentenza del Tar della Lombardia fa riferimento ai luoghi di culto, siamo sicuramente certi non intenda le moschee poiché non sono luoghi di culto e di preghiera ma, come dimostrato nel recente passato, luoghi di fondamentalismo e istigazione all’odio per i cristiani. Riteniamo quindi che se si parla di luoghi di culto si faccia espressamente riferimento alle Chiese anche perché siamo in Lombardia, terra di valori cattolici e cristiani da 2000 anni quindi, nè il Tar nè la lobby islamica sovvertirà la nostra  tradizione”. Lo dichiara il deputato lodigiano Guido Guidesi (Lega Nord).

Anche il capogruppo di FDI in consiglio regionale, Riccardo De Corato in una nota dichiara: «Va contrastata in tutte le sedi, come hanno dichiarato Maroni e la Beccalossi, la sentenza del Tar della Lombardia che ha accolto il ricorso degli islamici e bocciato il Piano Regolatore del Comune di Brescia obbligando a prevedere nello strumento urbanistico la realizzazione di luoghi di culto per gli islamici. Ma con il clima che aleggia nelle aule giudiziarie, oltre ai doverosi e necessari ricorsi in tutte le sedi a cominciare dal Consiglio di Stato, sarebbe opportuno pensare anche ad un’altra via, e cioè a quella dei referendum, per consentire ai cittadini di esprimersi sull’argomento».

1 COMMENTO

  1. Con queste posizioni siamo tornati alle crociate.
    Quì non si tratta il problema “moschea si o moschea no”.
    Quello che conta è che tutti coloro che vivono nel nostro Paese, debbono essere rispettosi delle nostre leggi, giuste o sbagliate che siano.
    Ritengo che la sentenza del TAR sia coerente con la nostra Costituzione ma come è costume, accettiamo ciò che ci piace e scartiamo ciò che ci costringe. In un mondo ormai proiettato verso la globalizzazione, si debbono sicuramente mantenere gelosamente le nostre tradizioni e la nostra cultura ma la vera integrazione non può essere concepita tornando al Medioevo.