Home Territorio Lodigiano Sciopero delle cuoche delle mense comunali. La posizione del Comune di Lodi

Sciopero delle cuoche delle mense comunali. La posizione del Comune di Lodi

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“Non ci siamo affatto lavate le mani rispetto alla situazione che si è venuta a creare tra Serenissima Ristorazione e le rappresentanze sindacali del personale delle mense comunali, pur non potendo né dovendo noi entrare in dinamiche di contrattazione aziendale nelle quali il Comune non ha alcun titolo di intervenire. Dico questo nella piena consapevolezza di aver compiuto ogni passo necessario a far incontrare le parti e svolgere un ruolo di mediazione”.

Così l’Assessore all’Istruzione Giusy Molinari prende posizione sullo sciopero di lunedì 22 ottobre che ha impedito lo svolgimento del servizio mensa nei sedici plessi scolastici e alla mensa comunale dove operano le cuoche di Serenissima Ristorazione Srl.

“Abbiamo incontrato le rappresentanze sindacali delle cuoche sia in Municipio alla presenza del Sindaco sia ai Tavoli in Prefettura, cercando di far collimare le esigenze da loro espresse con quelle altrettanto legittime dell’azienda, che sta applicando il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro di settore e ha ottemperato correttamente a quanto disciplinato dall’art. 57 del Capitolato speciale d’appalto con cui si è aggiudicata il servizio mense. Purtroppo nonostante i nostri sforzi ad una apertura perlomeno parziale da parte aziendale è corrisposta sinora la chiusura da parte dei Sindacati: su queste basi non si va da nessuna parte, benchè io resti di fondo ottimista sulla possibilità di trovare un accordo”.

La questione nasce dal raffronto contrattuale col passato quando, a seguito di un Accordo integrativo tra le parti, il gestore dell’appalto mense aveva concesso al personale l’utilizzo di ferie e permessi durante i periodi di sospensione scolastica. Al contrario, Serenissima Ristorazione Srl ha assorbito tutte le unità di personale, che hanno già siglato il contratto, applicando il Contratto Collettivo Nazionale che prevede la sospensione legata al calendario scolastico e non solo al periodo estivo. L’azienda ha ribadito inoltre che l’integrativo provinciale richiesto dai Sindacati risulterebbe non vigente, tanto che anche il precedente gestore lo concesse alla voce ‘superminimo ex integrativo provinciale’.

Di qui la proposta di Serenissima, in via di Accordo integrativo successivo al contratto, della corresponsione di un’indennità sostitutiva pari alla retribuzione durante i giorni della sospensione per la chiusura delle scuole. Proposta sinora sempre rifiutata a priori dai Sindacati.

“Credo che Sindacati e azienda – prosegue Molinari – debbano sedersi attorno a un tavolo e, partendo dalla proposta di Serenissima, trovare una mediazione di cui ci facciamo garanti. Questo nonostante il fatto che l’Amministrazione debba solo far rispettare quanto previsto dal Capitolato d’appalto, vale a dire l’osservanza delle norme in materia di Contrattazione collettiva nazionale di categoria. In tal senso, Serenissima ha ottemperato a tutto ciò. Le rivendicazioni sindacali concernono accordi integrativi di miglior favore che sono oggetto di contrattazione tra azienda e parti”.

Nella giornata di lunedì delle 72 cuoche 22 hanno lavorato regolarmente, consentendo la distribuzione del pasto freddo che l’azienda ha fornito agli oltre duemila alunni delle scuole cittadine. Davanti al plesso della primaria ‘Madre Cabrini’ di Corso Archinti si è svolto inoltre un presidio di protesta, all’interno del quale è stato distribuito un volantino contenente alcune affermazioni che l’Amministrazione comunale contesta come ideologiche.

“Abbiamo letto affermazioni fuori luogo – conclude Molinari – che danno il senso di un modo sbagliato e scorretto di portare avanti pur legittime aspirazioni. Un’aspirazione però non è un diritto, è il caso che tutti ce ne ricordiamo. Aggiungo che parlare, in un contesto di trattativa aziendale, di un Comune che ‘nega il pasto ai figli di immigrati che ne hanno diritto’ non solo è del tutto fuorviante, ma tradisce un’impostazione ideologica di vecchio stampo, che non aiuta certo nella distensione dei toni e nella ricerca di una soluzione. Un conto è portare avanti legittime rivendicazioni sindacali, altra cosa è fare propaganda politica”.

Nella vicenda contrattuale, infine, nulla hanno a che fare col contratto di lavoro – ricorda Palazzo Broletto – le lamentele sulle attrezzature obsolete: ogni volta che vi fosse la necessità da parte del personale mensa di segnalare qualche esigenza, il Comune la raccoglie e cerca di provvedere nel rispetto di quanto prevede il Capitolato d’appalto.