Home Cronaca Scardinata banda di rapinatori palermitani con base a San Colombano

Scardinata banda di rapinatori palermitani con base a San Colombano

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Lodi, 17 ottobre – Sono 9 le persone colpite da provvedimenti cautelari, facenti parte di un sodalizio criminale di professionisti delle rapine, dei veri e propri pendolari del crimine provenienti da Palermo e con base logistica a San Colombano al Lambro. Le rapine a loro riconducibili sono state perpetrate nelle province di Lodi, Milano e Monza Brianza.

Nelle prime ore della mattina di oggi nelle province di Milano e Palermo nell’ambito di un’articolata indagine condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Lodi, sono state eseguite le ordinanze di custodia cautelare nei confronti di 9 persone (di cui due donne), tutti indiziati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapine in banca. Quattro delle cinque persone si trovavano a Palermo già sottoposte ad obblighi (tre ai domiciliari ed una in carcere) per reati della stessa natura.

Le investigazioni, avviate a gennaio 2019, a seguito di una rapina alla filiale della BBC Laudense di Graffignana, ha consentito di ricostruire l’intero organigramma dell’associazione ed accertare le responsabilità dei sodali nelle commissioni di 4 episodi: ottobre 2018 rapina alla filiale Monte dei Paschi di Siena di Cesano Maderno, novembre 2018 alla BPM di Senna Lodigiana, gennaio 2019 alla filiale BCC di Graffignana e la tentata rapina della Credite Agricole di Caronno Portusella, per un bottino totale di circa 135mila euro.

Agli arresti con l’accusa di associazione a delinquere sono finiti: F.M. 42enne palermitano domiciliato a San Colombano (a capo del sodalizio), S.A. 41enne palermitano, M.S. 37enne lodigiana, oltre all’obbligo di dimora per F.S. 42enne lodigiana e per S.S. 45enne palermitano residente nel Milanese.
Mentre come soggetti non partecipanti all’associazione a delinquere sono stati colpiti da custodia cautelare in carcere S.R. 41enne e E.D. 30enne, originari e risedente a Palermo, già sottoposti ai domiciliari in seguito alla tentata rapina di Caronno Portusella e G.F. 36enne anch’egli originario e residente a Palermo e già detenuto.

Il modus operadi della banda era sempre il medesimo: dopo attenti sopralluoghi e monitoraggi delle banche da colpire, venivano reclutati i tre rapinatori palermitani che arrivavano in treno principalmente, sempre con percorsi alternativi, poi dopo la rapina potevano restare una notte a dormire nelle abitazioni messe a disposizione dai complici nel Lodigiano e nel Milanese, oppure anche nel Cremonese. Quando entravano in banca immobilizzavano clienti e dipendenti con delle fascette da elettricista, poi attendevano che il temporizzatore dei bancomat e delle casse si aprisse per asportare il denaro.