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Scandalo fanghi. M5S: «Aumento del 400%, autorizzato dalla Provincia di Lodi»

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«Lo scandalo dei fanghi inquinanti sparsi criminalmente sul nostro territorio è un fatto terribile che colpisce i nostri beni più preziosi, che dipendono l’uno dall’altro: la nostra salute e il nostro ambiente» commentano così le notizie relative alle undici ordinanze di arresti di imprenditori dello smaltimento dei rifiuti e di loro presunti complici operanti nei territori del lodigiano, del cremonese e del pavese il portavoce M5S di Lodi Luca Degano e il portavoce cremonese in Parlamento Danilo Toninelli.

«Il Movimento Cinque Stelle a Lodi, insieme agli Stati Generali dell’Ambiente, ai portavoce regionali, già da tempo si stava occupando del tema dello spargimento fanghi, come dimostrano le interrogazioni presentate già nel febbraio 2015 contenenti domande che l’Agenzia regionale per l’ambiente ha lasciato senza risposte per oltre un anno. Solo a seguito di un ulteriore sollecito è finalmente emerso che nel 2015 è stato effettuato un solo controllo dei fanghi sversati in tutta la Provincia di Lodi» spiegano i portavoce. «A Marzo di quest’anno, con l’aiuto dei portavoce regionali Iolanda Nanni e Andrea Fiasconaro, il M5S aveva preparato una mozione che, forte di una sentenza del Consiglio di Stato, dava la possibilità ai Comuni di imporre limiti precisi allo spargimento di queste sostanze nei pressi dei centri abitati, che però è stata respinta dalle maggioranze del PD nei comuni in cui è stata presentata. Anche per questo motivo, oggi ci siamo risolti a presentare un’interrogazione parlamentare direttamente al Governo e più precisamente al Ministro Galletti, in modo che le istituzioni regionali e locali siano messe di fronte alle proprie responsabilità e che vi sia finalmente una risposta al mancato intervento nonché un incremento dei controlli e della prevenzione di attività simili, che non possiamo che definire criminali. L’enormità delle 110mila tonnellate di fanghi sparsi nei nostri terreni rappresentano un danno potenzialmente incalcolabile per il territorio e non possiamo credere che siano passate inosservate per il solo merito dell’attività truffaldina. La società incriminata è passata improvvisamente da 30 mila tonnellate all’anno a 125 mila tonnellate all’anno nella sua capacità di trattamento dei fanghi. Un aumento di oltre il 400%, ben superiore alla richiesta del nostro territorio, che è però stato autorizzato dalla Provincia di Lodi. Per questo chiediamo che si faccia al più presto chiarezza sul caso specifico, e un’intensificazione dei controlli in quest’ambito, essenziale per la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini», concludono Degano e Toninelli.