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Sant’Angelo, denunciati due marocchini per concorso in plurimi furti aggravati

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I carabinieri di Sant’Angelo Lodigiano hanno denunciato alla Procura della Repubblica L.M., 27enne marocchino residente a Sant’Angelo ed il connazionale H.B., 25enne di Pavia, entrambi pluripregiudicati per reati contro il patrimonio, perché autori, in concorso, di numerosi colpi messi a segno contro il “PUNTO DISTRIBUTORI AUTOMATICI DI GENERI ALIMENTARI”, con sede a Sant’Angelo in via XX Settembre 8, usando violenza sulle cose esposte alla pubblica fede.

Le indagini dei carabinieri hanno preso il via al verificarsi di alcune effrazioni per opera di una coppia di ladri avvezzi, che aveva preso di mira quel particolare negozio, una vera e propria innovazione pensata e voluta dal titolare, C.A. 52enne della provincia pavese, per offrire ai residenti, specialmente i più giovani, la possibilità di potersi approvvigionare di bevande e snack in ogni momento della giornata, considerata l’apertura prolungata del punto vendita dalle sei di mattina all’una di notte.

Il primo furto risale a dicembre dell’anno scorso, quando durante la notte del 23 i due ladri, dopo aver scassinato la saracinesca, avevano sottratto 50 euro in moneta dalle gettoniere. Gli altri episodi, per un totale di otto tra cui due tentativi andati a vuoto, sono risultati tutti simili per modalità di esecuzione, tra il mese di aprile e quello di giugno di quest’anno. In ogni occasione, grazie ad un’attenta valutazione delle immagini registrate dal sistema di video sorveglianza, i carabinieri hanno potuto constatare il ripetersi di un identico quanto consolidato modus operandi, quasi una sorta di “firma” che ha tradito la tracotanza dei due ladri, favorendone dapprima l’individuazione e poi l’attribuzione di precisi e incontestabili elementi probatori che li hanno inchiodati a personali responsabilità penali. Tra i riscontri oggettivi più forti portati in dote dall’attività d’indagine, vi è il rinvenimento, durante una perquisizione in un appartamento di Sant’Angelo Lodigiano in uso agli indagati, del giubbotto di colore verde indossato da H.B. proprio la notte del furto del 21 aprile.

Le varie scorribande hanno fruttato ai due ladri complessivamente alcune centinaia di euro, frutto dell’incasso in monete delle macchinette erogatrici, creando però un danno patrimoniale all’esercente certamente più oneroso, dovuto allo scassinamento della saracinesca, delle gettoniere e delle macchinette.

L’attitudine a delinquere dei due era oltretutto testimoniata dal fatto che L.M. dal 21 giugno si trova ristretto in carcere a Lodi perché tratto in arresto dagli stessi carabinieri di Sant’Angelo Lodigiano in esecuzione della misura cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Lodi in sostituzione di quella degli arresti domiciliari cui il predetto era sottoposto dal precedente 21 maggio, in quanto nel corso di un controllo del territorio il soggetto era illegittimamente assente dall’abitazione. Nella circostanza i carabinieri, seguendo una logica investigativa, hanno atteso sotto casa di L.M., e dopo circa un’ora hanno notato che stava per farvi rientro in compagnia del solito connazionale e complice H.B., scoprendo che durante l’evasione dagli arresti domiciliari avevano danneggiato alcune autovetture in sosta sulla pubblica via nel tentativo di asportare oggetti contenuti nelle stesse, mentre su una Mercedes parcheggiata a Sant’Angelo erano riusciti a rubare il telepass, purtroppo non rinvenuto in sede di perquisizione, probabilmente perché se ne erano già disfatti.