Cremonese

Riforma regionale dei Parchi

La Giunta regionale lombarda ha approvato il Progetto di legge che riforma l’organizzazione degli enti gestori delle aree regionali protette e modifica la vecchia legge sui Parchi. In pratica si passa dai Consorzi a nuovi più snelli Enti pubblici, con un modello gestionale più efficiente e una conseguente riduzione delle spese improduttive. Il nuovo testo sarà ora sottoposto all’approvazione del Consiglio regionale. Il sistema dei parchi in Lombardia copre il 30 per cento del territorio, dando forza a un comparto su cui Regione Lombardia ha puntato molto negli ultimi anni. I nuovi Enti pubblici gestori dei parchi saranno costituiti con la partecipazione, anche in termini contributivi, degli Enti locali territorialmente interessati (Comuni, Province, Comunità Montane), nonché di quelli che vi aderiscono volontariamente. E’ prevista poi l’istituzione della Comunità del Parco, composta da un rappresentante per ciascuno degli enti territorialmente interessati, nonché da quelli volontariamente aderenti, nella persona dei sindaci e dei presidenti delle Province e delle Comunità Montane. Gli Enti saranno retti da un Consiglio di gestione composto da tre o cinque membri, compreso il presidente, tutti eletti dalla Comunità del Parco (uno su designazione della Giunta regionale). Il direttore, con incarico conferito dal presidente, sarà scelto dall’apposito elenco regionale in cui vengono iscritti coloro che presentano precisi requisiti di competenza e professionalità. Vi sarà infine un unico revisore dei conti, nominato dalla Comunità del Parco su designazione del Consiglio regionale. Il Testo licenziato dalla Giunta prevede anche che i nuovi Enti costino meno. I parchi potranno dunque gestire in forma associata o convenzionata funzioni legali, tecniche e di comunicazione. La legge definisce poi procedure semplificate per l’individuazione dei parchi naturali, per le rettifiche ai confini e per l’approvazione del Piano del Parco naturale. La questione riguarda da vicino anche il Lodigiano; parte del suo territorio infatti rientra nel Parco regionale Adda Sud, istituito oltre 25 anni fa dai comuni lodigiani e cremonesi toccati dal corso meridionale dell’Adda.


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