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Prove di velo islamico in piazza a Lodi, il centro destra insorge

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I Giovani musulmani, in piazza del Duomo, hanno organizzato ieri un gazebo per avvicinare i cittadini alla religione musulmana e per chiedere alle donne di provare il velo. Inevitabilmente le forze di centro destra insorgono.

«Quello successo a Lodi è una vera e propria provocazione. Ci stupisce che la sinistra che governa la città abbia avallato una iniziativa che punta a segregare le donne dietro un velo. Sappiano la comunità islamica e il sindaco di Lodi che non permetteremo mai all’Islam di importare nel nostro Paese una cultura che vuole umiliare le donne. Lodi e la Lombardia non si sottometteranno mai alla prepotenza islamica.  Il sindaco Uggetti rifletta sull’errore commesso»: così il deputato leghista Paolo Grimoldi, commissario nazionale della Lega Lombarda.

«Il vero progetto di islamizzare la nostra società trova oggi la sua più eloquente manifestazione. Davanti alla Curia di Lodi, in piazza del Duomo, nel corso delle funzioni religiose domenicali giovani islamici hanno organizzato un gazebo che esalta il simbolo della sudditanza delle donne alla libertà, il velo islamico, chiedendo alle donne lodigiane di provarlo. Una chiara provocazione che suona come una sfida alle nostre tradizioni cristiane e cattoliche. Una manifestazione organizzata a meno di 100 metri dalla cattedrale e in un giorno della settimana che per i cattolici è simbolo di rispetto e preghiera. Oggi il limite è oltrepassato e chi ha autorizzato questo dovrà risponderne davanti a tutta la comunità. Il Sindaco Uggetti e PD autorizzando questa manifestazione si sono di fatto resi complici di tutto questo che solo loro chiamano integrazione ma che altro non è che un’invasione autorizzata. La misura è colma e difronte a queste provocazioni non ci arrendiamo e non ci arrenderemo mai». Così interviene il consigliere regionale della Lega Nord Pietro Foroni.

Intervento anche, sempre su lfronte della Lega, della segreteria cittadina: «La Lega Nord si dice inorridita di fronte alla provocazione della Comunità Islamica di Lodi. Siamo rabbrividiti di fronte a ciò, invitare all’Islam a 80 metri dal Duomo di Lodi – commenta la segretaria della Lega Nord di Lodi e consigliere comunale Sara Casanova – mi sento doppiamente sminuita da donna e da cristiana. Chiedo ai cattolici in giunta e all’Assessora alle Pari Opportunità se condividono tale autorizzazione e una loro presa di posizione affinché certe provocazioni contro la parità di genere vengano fermate sul nascere.»

«Quella dei Giovani musulmani pare una sfida vera e propria lanciata alla città, – dichiarano gli esponenti di Alleanza Lodigiana Destra Laudense – un’iniziativa di pessimo gusto: fare provare alle donne lodigiane “la bellezza” del velo islamico. L’invitare il prossimo all’Islam, fatto all’ombra della nostra Chiesa, per giunta promuovendo il velo islamico, è mancanza di buon gusto, se non follia allo stato puro. Il prossimo passo quale sarà, far provare il niqab alle donne lodigiane? O tenere una sfilata di moda dei modelli di burqua all’ultimo grido, sempre dinnanzi al Duomo? Che cosa accadrebbe se ci mettessimo noi con un gazebo fuori da una moschea o da una sala di culto islamico a distribuire crocifissi? Saremmo oggetto di una lapidazione islamica, come minimo. Con la differenza che noi non ci permetteremmo mai simili provocazioni. In tempi come quelli attuali, l’invito al hijab a 100 metri dal campanile del Duomo è un’assurdità che alimenta solo scontro. Infine, quanto è più vergognoso è l’atteggiamento dell’Amministrazione Comunale Uggetti che, in silenzio e senza battere ciglio, ha autorizzato questo assurdo gazebo.»

Anche il consigiere regionale Riccardo De Corato (FdI): «Presenterò nei prossimi giorni una interrogazione in Regione, al Presidente e agli assessori competenti, per capire come sia stata organizzata e con quali permessi l’iniziativa dei Giovani Musulmani a Lodi. Materiale promozionale distribuito e prova del velo islamico per le donne. Oltre alla somministrazione di cibo al pubblico. Con quali permessi? Sono state rispettate le norme igieniche e sanitarie alle quali bisogna sottostare quando si tratta di alimentazione? E i vari comitati per le pari opportunità cos’hanno da dire? Il materiale distribuito inoltre, in lingua islamica, avrebbe dovuto essere vagliato e verificato. Non possono esserci due pesi e due misure che penalizzano associazioni e commercianti italiani, che rispettano le regole. Per questo, vorrei saperne di più e presenterò istanza in Consiglio Regionale.»