Ambiente e Natura

Parco Adda Sud, “Laudato si’” perché il Creato è un dono di Dio

Lodi, 4 ottobre 2016 ore 21, chiesa di San Francesco

Un incontro con il Vescovo di Lodi Mons. Maurizio Malvestiti per riflettere sull’enciclica “Laudato sii” di Papa Francesco e sul valore del Creato come dono di Dio da preservare e valorizzare. L’iniziativa, supportata dal Parco Adda Sud, si terrà il 4 ottobre 2016 alle ore 21 presso la chiesa di San Francesco in piazza Ospitale a Lodi, vedrà il coinvolgimento di Padre Enrico M. Gandini, Superiore dei Barnabiti della Chiesa di S. Francesco e di Silverio Gori, Presidente Parco Adda Sud, con opere musicali eseguite dal soprano Claudia Castelli Gazzola e Mario Giuseppe Genesi all’organo. Durante la serata alcuni sindaci, coordinati da Luciano Allegri, leggeranno brani sacri dedicati all’ambiente.

“La serata – spiega Silverio Gori, Presidente del Parco Adda Sud – vuole essere un momento di approfondimento con il Vescovo di Lodi per entrare ancora di più nello spirito del messaggio di Papa Francesco che non si stanca mai di ribadire l’importanza della difesa della Natura come creazione di Dio. E’ un messaggio spirituale da realizzare nella quotidianità. Credo che sia anche un modo per ribadire che la qualità della nostra vita sia strettamente legata anche al rispetto per quello che Dio ha creato nel mondo e che l’uomo deve preservare”.

Infatti il Santo Padre, proprio nell’Enciclica, scrive: “La sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale, poiché sappiamo che le cose possono cambiare. Il Creatore non ci abbandona, non fa mai marcia indietro nel suo progetto di amore, non si pente di averci creato. L’umanità ha ancora la capacità di collaborare per costruire la nostra casa comune. Desidero esprimere riconoscenza, incoraggiare e ringraziare tutti coloro che, nei più svariati settori dell’attività umana, stanno lavorando per garantire la protezione della casa che condividiamo. Meritano una gratitudine speciale quanti lottano con vigore per risolvere le drammatiche conseguenze del degrado ambientale nella vita dei più poveri del mondo. I giovani esigono da noi un cambiamento. Essi si domandano com’è possibile che si pretenda di costruire un futuro migliore senza pensare alla crisi ambientale e alle sofferenze degli esclusi. Rivolgo un invito urgente a rinnovare il dialogo sul modo in cui stiamo costruendo il futuro del pianeta”.

E ricorda che “abbiamo bisogno di un confronto che ci unisca tutti, perché la sfida ambientale che viviamo, e le sue radici umane, ci riguardano e ci toccano tutti. Il movimento ecologico mondiale ha già percorso un lungo e ricco cammino, e ha dato vita a numerose aggregazioni di cittadini che hanno favorito una presa di coscienza.

Purtroppo, molti sforzi per cercare soluzioni concrete alla crisi ambientale sono spesso frustrati non solo dal rifiuto dei potenti, ma anche dal disinteresse degli altri.

Gli atteggiamenti che ostacolano le vie di soluzione, anche fra i credenti, vanno dalla negazione del problema all’indifferenza, alla rassegnazione comoda, o alla fiducia cieca nelle soluzioni tecniche. Abbiamo bisogno di nuova solidarietà universale”.


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