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Moschee, «Mai più sermoni in arabo in Lombardia»

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musulmani-preghiera«L’allarme terrorismo in questo momento è elevato – dichiarano il presidente di Forza Italia in Regione Lombardia Claudio Pedrazzini e il consigliere Giulio Gallera –. Ogni decisione che riguarda la realizzazione di nuovi luoghi di culto, che in alcune occasioni sono stati utilizzati per educare al fondamentalismo islamico, va valutata con estrema attenzione. Si tratta di un argomento molto delicato e bisogna avere il coraggio di attestarsi su una linea chiara e rigorosa che non intacchi in alcun modo la libertà di culto assicurata dalla Costituzione. Per questo motivo presenteremo in Consiglio regionale una mozione che individui regole certe per garantire una serena convivenza tra persone di fede diversa, ma al contempo eviti che il fanatismo possa farsi strada all’interno di comunità composte in grande maggioranza da persone di buon senso».

«In particolare – proseguono gli esponenti azzurri – la mozione che presenteremo in Consiglio regionale prevede cinque punti chiave. 1) Impegnare i sindaci a imporre il divieto di pronunciare sermoni in arabo nelle moschee o in qualsiasi altro luogo pubblico; 2) favorire l’uso della nostra lingua in tutte le circostanze pubbliche in cui vengano a trovarsi immigrati di diversa origine e provenienza; 3) intensificare i contatti dei sindaci con le forze dell’ordine per uno screening quotidiano sui fatti, piccoli o grandi, delle nostre città che possano avere rilevanza su sicurezza e ordine pubblico; 4) favorire l’integrazione degli immigrati regolari nella nostra comunità per evitare condizioni di separatezza o di segregazione che possano diventare terreno di coltura per il terrorismo; 5) intensificare, attraverso il personale della Polizia municipale, la vigilanza in tutti i luoghi abituali di ritrovo degli immigrati».

«Per quanto riguarda il ricorso al referendum affinché i cittadini si possano pronunciare sull’eventuale realizzazione di nuove moschee – concludono i consiglieri –, manteniamo molte perplessità. Si tratta di una trovata originale ma del tutto inadeguata. In generale ribadiamo di essere contrari a ricorrere a quest’istituto fondamentale previsto dalla nostra democrazia su temi che riguardano la sicurezza dei cittadini. Pur essendo d’accordo con gli intendimenti di base del progetto di legge presentato oggi dalla Lega al Pirellone, riteniamo necessario un confronto per raggiungere soluzioni condivise».