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Marco Paolini apre la stagione di prosa del Teatro alle Vigne

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Venerdì 26 ottobre alle 21 al Teatro alle Vigne di Lodi (0371 409 855 www.teatroallevigne.com)  

Marco Paolini apre la Stagione di Prosa con Le avventure di Numero Primo,  di Marco Paolini e Gianfranco Bettin, immagini e scenografia di Antonio Panzuto, musiche composte ed eseguite da Stefano Nanni

con Mario Brunello al violoncello e il Coro Giovanile Città di Thiene.

 “Numero Primo è un racconto teatrale, e un romanzo, una scusa per porsi delle domande nel presente, senza la pretesa di leggere il futuro” (Paolini).

 www.albumdinumeroprimo.it


Le avventure di Numero Primo è un racconto di formazione, che però non riguarda la generazione dell’attore, questa volta nelle vesti di padre e narratore. Si chiama Ettore il protagonista della narrazione, fotografo di guerra freelance; e Nicola suo figlio arrivato via internet, che però preferisce farsi chiamare Numero Primo.

Ettore scopre un po’ alla volta assieme allo spettatore le singolarità del figlio, il suo approccio al mondo e i suoi “poteri nascosti”. Ma scoprirà anche le minacce che si addensano sulla loro testa;  la sua vita ne verrà travolta, costringendolo a viaggiare per proteggere quel figlio che gli somiglia poco ma che diventa presto la sua ragione di vita.

Le avventure di Numero Primo è una storia classica con molte prove da superare per i protagonisti; ed è una storia fantastica che nasce dall’immaginazione ma si fonda sul confronto con le conoscenze della fisica, della biologia, delle neuroscienze e della robotica.

Si può definire anche come un racconto di fantascienza, ma la dimensione del Teatro impone un punto di vista e un taglio narrativo completamente diverso da quello del cinema e dei romanzi di quel genere.

Gli ambienti e i paesaggi attraversati nel racconto sono ancora quelli cari a Paolini: Venezia e la sua terraferma dal Garda a Trieste, dalla Laguna alle Alpi. Sono gli stessi eppure sono diversi perché si immagina come potrebbero diventare in un futuro prossimo.

Paolini e il coautore Gianfranco Bettin sono partiti da alcune domande: qual è il rapporto di ciascuno di noi con l’evoluzione delle tecnologie? Quanto tempo della nostra vita esse occupano? Quanto ci interessa sapere di loro? Quali domande ci poniamo e quali invece no a proposito del ritmo di adeguamento che ci impongono per stare al loro passo? Quanto sottile è il confine tra intelligenza biologica e intelligenza artificiale? Se c’è una direzione c’è anche una destinazione di tutto questo movimento?

Le avventure di Numero Primo è anche un romanzo – Einaudi 2017.

Lo scorso marzo  questo libro ha vinto il  Premio Mario Rigoni Stern per la letteratura multilingue delle Alpi. Dalla motivazione della giuria (Diamanti, Filippi, Isnenghi, Jalla, Rumiz, Detomas):  “La fantafavola di Marco Paolini e Gianfranco Bettin mette in scena un mondo futuro trasformato dalla biotecnologia in cui, però, l’intelligenza artificiale scopre di poter avere, senza saperlo, anche un cuore.”

“Emerge chiara la tessitura di un’epifania sul futuro dell’umanità, proiettata in un’atmosfera alla Blade Runner, oltre la catastrofe che ha stravolto i normali modelli sociali.[…] La tensione emotiva, generata dall’attore-narratore che attraversa con insuperata maestria una pluralità di piani espressivi, tocca le corde dell’angoscia, persino del dolore, corde che esaltano la relazione inscindibile della verità con la sfera del riso e dell’allusività.” (C. Alberti, Drammaturgia).

Ogni mio lavoro e quelli in particolar modo degli ultimi anni partono da un’urgenza: lasciare domande a chi viene a teatro, sollecitare a pensare sul ruolo della tecnologia oggi, nella nostra vita»” (Paolini, intervista per Sipario).


 Dagli anni Settanta al 1994  Marco Paolini ha fatto parte di vari gruppi teatrali. È in uno di questi, il Teatro Settimo di Torino, che inizia a raccontare storie, nascono gli “Album”, i primi episodi di una lunga biografia collettiva che attraversa la storia italiana dagli anni ’60 ai giorni nostri, fino a immaginare il futuro prossimo con il nuovo Album Le avventure di Numero Primo.

Noto al grande pubblico per Il racconto del Vajont si distingue quale autore e interprete di narrazioni di forte impatto civile (I-TIGI racconto per Ustica, Parlamento chimico, Il Sergente, Bhopal 2 dicembre ’84, U 238, Miserabili) e per la capacità di raccontare il cambiamento della società attraverso i dialetti e la poesia sviluppata con il ciclo dei Bestiari. Appassionato di mappe, di treni e di viaggio, traccia i suoi racconti con un’attenzione speciale al paesaggio, al suo mutarsi, alla storia (come nel Milione) e al suo evolversi (Numero Primo).

Artigiano e manutentore del mestiere di raccontare storie, sa portare quest’arte antica al grande pubblico con memorabili dirette televisive (tra cui ITIS Galileo e Ausmerzen. Vite indegne di essere vissute, seguiti da quasi due milioni di telespettatori su La7).

Dopo Ballata di uomini e cani, dedicata a Jack London, nel 2016 debutta con giovani attori del Teatro Nazionale Palestinese in Amleto a Gerusalemme e  dà vita ad un nuovo progetto dedicato alla tecnologia intitolato #Madre Incerta, una trilogia di cui fanno parte Le avventure di Numero Primo (con l’omonimo romanzo edito da Einaudi), #Antropocene, oratorio per voci, violoncello solista e orchestra (con Mario Brunello e Frankie hi-nrg mc), Tecno Filò, technology and me.

Nel 1999 ha fondato Jolefilm, la società con cui produce tutti i suoi spettacoli e con cui sviluppa la passione per il documentario e il cinema realizzando opere che hanno avuto un ottimo riscontro di pubblico e di critica.


 La Stagione di  Prosa del Teatro alle Vigne prosegue il  15 novembre con Copenaghen, di Michael Frayn,  con Umberto Orsini, Massimo Popolizio, Giuliana Lojodice, che si interrogano sulle responsabilità morali e politiche della scienza.  “Andate a vedere questo spettacolo” (F. Cordelli, Corriere della sera).