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L’ultimo sforzo…

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amatori scudetto

di Paolo Virdi


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L’ultimo sforzo…

amatori scudettoAncora una e si entra dritti nella storia. Battere il Forte dei Marmi per compiere un’impresa nemmeno lontanamente immaginabile lo scorso settembre, quando il nuovo Amatori Wasken si presentava al suo pubblico. Certo, le credenziali erano buone, giocatori di qualità come il trio Azzurro Illuzzi – Malagoli – Ambrosio, oppure il ritorno di un buon cavallo di battaglia come Platero consegnavano nelle mani del tecnico Paolo De Rinaldis una “macchina” competitiva. Ma le incognite nei corridoi le sentivi bisbigliare. L’inesperienza, la tenuta del giovane portiere, la capacità di competere ad alto livello con continuità. Outsider di buon livello, ecco il ruolo di partenza dell’Amatori Wasken 2016.

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Problemi ben risolti

Ad avvalorare questa tesi venne la prima di campionato, con la rimonta subita a Follonica. Ve lo ricordate il 4-0 iniziale e il folle parziale subito da una squadra completamente in bambola? Ecco, quel 3 Ottobre del 2015 tutto ebbe inizio.

Quella sera al Capannino emersero i problemi e le magagne, affiorarono problematiche normali per qualsiasi squadra formata da un gruppo giovane.

Il particolare che fa la differenza è semplice:  non tutti i tecnici sono in grado di individuare i problemi e di conseguenza porne rimedio. Gli anagrammi da risolvere, le limature da apportare, i consigli da infondere. De Rinaldis da Sarzana ha trovato l’alchimia giusta, altrimenti non staremmo parlando della miglior stagione lodigiana di sempre. Perchè questa, vada come vada, è in assoluto la miglior stagione della storia dell’hockey targato “Amatori”. 

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Maturità

Questa squadra è pronta al grande salto e l’ha mostrato più volte: in Coppa Italia, alzando proprio sulla pista del Vittoria Apuana, un trofeo dominato in lungo e in largo con tre differenti situazioni tattiche da affrontate. Amministrare un vantaggio, inseguire e vincere in rimonta. Attendere un tempo e cambiare il ritmo, azzeccandone la tattica. La Coppa fu vinta in questo modo. 

Poi vennero altre situazioni gestite magistralmente: Forte e Breganze in campionato, Bassano e Matera nei play off. Quanta maturità ha infuso la squadra in quelle prestazioni. Gara 1 vinta giocando a ritmi elevatissimi, correndo il rischio di venire infilati. Ma tant’è, Forte matato, toro preso per le corna e piegato.

Poi gara 3, con una chiave di lettura che risponde al nome di “difesa”. Intensità, attenzione, controllo, parsimonia nel gestire energie e palline. Mai una vittoria ai rigori fu più meritata. 

Ora manca l’ultimo sforzo, la ciliegina sulla torta. 

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Ambiente

Una bolgia. Un palcoscenico degno di una diretta Rai (le 21.30 sarebbe un orario più da campionato portoghese…), una pressione che si fa pesante, opprimente. Il sesto uomo dei giallorossi è il Palacastellotti, lo saranno i lodigiani, che trascineranno la squadra con il loro incredibile calore. E agli eroi giallorossi dedicheranno un caloroso e sincero applauso, comunque vada. Perchè questa squadra è già nel cuore della gente.

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